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Lavis, passo indietro di Brugnara

«Non mi ricandido a sindaco»

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Questi saranno gli ultimi sei mesi da sindaco di Lavis per Andrea Brugnara. La scelta di non ricandidarsi alle elezioni comunali 2020 da parte del primo cittadino era nell’aria. Ieri è stato lo stesso architetto, classe 1975, ad ufficializzarla.

«Dopo cinque anni in Comunità di valle e altrettanti da sindaco sono stanco - ha spiegato il primo cittadino - non mi ritirerò dalla scena politica perché voglio vivere e aiutare come potrò la comunità. Ma il mestiere di sindaco è pesante: già al momento della mia elezione avevo annunciato che avrei fatto un solo mandato e resto coerente con il mio pensiero di allora. Poi in questa maggioranza ci sono persone che possono proseguire molto bene quello che abbiamo fatto o impostato».

Il primo cittadino uscente, così, ha le idee molto chiare su cosa ora il centro-sinistra autonomista dovrà fare: «Credo sia giusto che si prosegua sul cammino avviato da questa maggioranza - prosegue Brugnara - abbiamo fatto tante cose ma ancora c’è molto da fare. Personalmente sono sempre stato per l’alternanza continua delle persone in politica, perché un cambio al vertice vuole anche dire un cambio di visione. L’alternanza dei sindaci garantisce negli anni una visione a 360 gradi di tutte le esigenze della comunità. La cosa più difficile per un sindaco è tenere unite le persone e in questa maggioranza ci sono persone che possono fare ciò, che possono unire».

Inevitabile, allora, chiedere i nomi. «Persone come Luca Paolazzi, Daniele Donati, Isabella Caracristi, Marco Perli o Andrea Fabbro sarebbero tutti ottimi sindaci», continua Brugnara. «Ho chiesto al mio partito, il Patt, di valutare l’opportunità di continuare questa esperienza politica che io reputo molto positiva. Personalmente sono poi pronto a candidarmi ancora io stesso, non come sindaco ovviamente, se posso essere una risorsa in più».

Nella visione futura di Brugnara, insomma, deve cambiare il capitano della squadra, ma non la squadra che gioca la partita: «Anzi la squadra potrebbe essere anche allargata - propone il sindaco uscente - con alcune forze di minoranza che lavorano per il bene della comunità. Ad esempio il Movimento 5 Stelle o le civiche».

L’ufficializzazione, con tutti i crismi, del passo indietro dell’attuale primo cittadino è la scintilla che, di fatto, dà il via alla marcia di avvicinamento alle elezioni comunali del maggio 2020. Ora tocca ai partiti decidere, in primis, le coalizioni e quindi i candidati sindaci che si giocheranno la poltrona di sindaco.

«Il sindaco deve essere una persona preparata - dice ancora Brugnara -  e conoscere al di là delle sue competenze, interessandosi un po’ di tutto. La tempistica? Presumo che entro febbraio le candidature saranno chiare».

Intanto, in attesa di guardare avanti, Andrea Brugnara guarda indietro. «Lascio un paese profondamente cambiato - afferma - nel quale il verde è stato raddoppiato rispetto a prima, per fare un esempio. Ho tenuto tanto al bello, a far vivere tutti in un paese bello perché l’importanza della bellezza la si capisce solo vivendo nel bello. Accanto a questo discorso estetico, attraverso il recupero di alcuni scorci della borgata ed il posizionamento di una nuova illuminazione. Credo che fosse da fine Ottocento che Lavis non vedeva così tanti cambiamenti come quelli avuti in questi anni, dalla realizzazione della nuova stazione fino alla riapertura dei Ciucioi. Lavis ora è più vivibile, puntando su opere quali piste ciclabili ed attraversamenti pedonali. Abbiamo avviato poi i lavori della scuola di Pressano, oltre ad altre opere importanti in arrivo come la nuova palestra ai Felti o i lavori alla caserma dei vigili del fuoco. Ora per il futuro, ferma restando la preoccupazione per le sempre minori risorse a disposizione, ci sono alcuni punti ancora da risolvere come la nuova piscina o la destinazione dell’ex sede della Caritro».

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