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Raccolta firme e mobilitazione

per far rimanere i Canossiani

all'oratorio di Lavis

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La comunità lavisana si mobilita a difesa dei frati canossiani.
Facendo partire una raccolta di firme per convincere i padri canossiani ad alzare il piede dall’acceleratore, rendendo più lento l’ormai previsto addio dell’ordine religioso da Lavis.
Un’iniziativa partita direttamente da un gruppo di lavisani che frequentano l’oratorio, di genitori di ragazzi che frequentano gli spazi di via Degasperi.
Due sono i punti di Lavis nei quali si possono raccogliere queste firme, che saranno poi consegnate a Padre Carlo, padre generale dei Canossiani, ed in copia anche al vescovo Lauro.
Due punti dove tutta la comunità lavisana può aggiungersi a quelli che, in questi ultimi giorni, hanno già voluto sottoscrivere questo appello. Ovvero al Mandacaru di Lavis, negli orari di apertura del negozio, sarà possibile firmare anche al «Salone 4» di via Roma. Questa iniziativa va nel senso ci cercare di rallentare un addio che a settembre diventerà realtà dopo decenni di presenza sul territorio.
Anche l’amministrazione comunale si sta muovendo in queste settimane per arrivare, a settembre, con una soluzione per la gestione dell’oratorio. In programma c’è un confronto con i proprietari dell’immobile e con tutte le componenti di questa vicenda, così da arrivare ad una soluzione condivisa. Fra le diverse ipotesi che girano in paese un coinvolgimento maggiore per la futura gestione degli spazi di via Degasperi di Pro Loco ed associazioni lavisane. Intanto, quindi, la comunità lavisana si è mossa in prima persona. Scrivendo una lettera aperta al vescovo Lauro ed al padre generale dei Canossiane ed ora iniziando questa raccolta firme. Il testo di questa lettera è il seguente. «Carissimo padre Carlo, ci rivolgiamo a lei in questo momento di cambiamento, che per noi è motivo di tristezza, per esprimervi quanto la nostra comunità tiene in serbo nel cuore; per iscritto ci risulta più semplice. Grati per aver potuto godere in questi decenni della preziosa presenza dei nostri cari Padri Canossiani, prendiamo atto della scarsità di vocazioni e della conseguente necessità di non poter averli ancora con noi, ma di doverli condividere (purtroppo!!!). Dopo aver appreso la notizia la comunità ha espresso la volontà di impegnarsi per gestire in maniera costruttiva e con buona volontà, la nuova situazione, accettando quanto da voi deciso. Ci siamo subito resi conto, però, che il tempo che rimane per la riorganizzazione di tutte le attività supportate dalla presenza e dal coordinamento dei Padri a favore di tutta la comunità parrocchiale, dai più giovani agli anziani, è davvero molto limitato (estate occupata da Grest, campeggi a Dimaro e viaggio in Africa). Sarebbe davvero importante e utile per noi, quindi, se il trasferimento dei Padri venisse dilazionato nel tempo per dar modo di operare le scelte più opportune per il bene della comunità in tutti i suoi aspetti. Chiediamo allo Spirito Santo, che nella solennità di Pentecoste scenda su tutti noi, che ci illumini e ci guidi a fare le scelte più giuste. Assicuriamo la nostra preghiera in particolare per le vocazioni e per tutti i bisogni della Chiesa. Saremo davvero contenti se prenderete in considerazione questa nostra proposta nata dal bene che vogliamo ai Padri Canossiani, ai bambini, ai giovani, agli anziani e agli ammalati della nostra comunità e non per ultimo al nostro prezioso e insostituibile oratorio e non dettate da un semplice sentimento egoistico. Ringraziando per averci dedicato del vostro tempo auguriamo un sereno proseguimento. Si allegano alla presente le firme di molti membri della comunità. La comunità di Lavis».

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