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Paganella, stagione invernale

con il segno negativo:

presenze giù del 3,4%

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La Sala congressi di Molveno ha ospitato la consueta conferenza annuale dell’Apt, alla quale sono invitati tutti gli operatori turistici e gli amministratori dell’altopiano e dove vengono illustrate le statistiche sull’andamento turistico con le anticipazioni sui progetti futuri.

Il primo dato balzato subito agli occhi degli operatori è il -3,4% sulle presenze invernali rispetto lo scorso anno; va però detto che il 2017/18 è stata una stagione record per tutte le località del Trentino e che già nelle previsioni si sapeva che sarebbe stato ben difficile ripetere tale performance. Tuttavia, rispetto due anni fa, il miglioramento c’è stato e tanto basta agli albergatori per ritenersi soddisfatti.

Dopo il saluto di benvenuto del neopresidente dell’Apt Dolomiti Paganella, Michele Viola, che nell’occasione ha presentato il nuovo cda eletto nelle scorse settimane, il sindaco di Andalo, Alberto Perli, ha informato l’assemblea sulle azioni di prevenzione e controllo sulla legionella, dopo i ben noti casi dello scorso anno che suscitarono clamore a livello nazionale offuscando l’immagine turistica della Paganella. È in atto il monitoraggio costante della rete idrica in stretta collaborazione con Apss e il sindaco ha tranquillizzato gli albergatori raccomandando che se le amministrazioni pubbliche compiono il proprio dovere, altrettanto devono fare i proprietari delle strutture turistiche.

A seguire, il direttore dell’Apt, Luca d’Angelo, ha iniziato a sciorinare la lunga serie di dati statistici evidenziando come abbia influito il calo dei turisti polacchi sull’andamento stagionale. «Stiamo verificando i motivi di questo calo», ha detto il direttore. Una delle cause potrebbe benissimo essere riconducibile al posizionamento del prezzo tendente sempre più verso l’alto. D’altro canto, quasi tutti gli alberghi sono stati completamente rinnovati, potenziando servizi e confort. È salita costantemente la qualità del settore e, di conseguenza, gli albergatori hanno giustamente adeguato i prezzi ai servizi offerti.

I turisti italiani coprono il 77,4% delle presenze contro il 22,6% degli stranieri; il Lazio, con il 14% delle presenze, è la regione italiana che registra il maggior numero di turisti, davanti all’Emilia Romagna, Lombardia e Toscana. Per gli stranieri, la Repubblica Ceca è al primo posto davanti a Polonia, Germania e Croazia; come detto, nel comparto alberghiero i polacchi sono scesi del 29%, a fronte di una crescita del 10,6% dei Cechi.

La media dei giorni di presenza è stata di 4,5 a gennaio e a marzo; 4,4 a febbraio; 3,5 a dicembre e 2,9 ad aprile. In totale, ogni turista ha soggiornato in Paganella per 4,2 giorni. Infine Luca d’Angelo si è soffermato sugli alti indici di gradimento espressi dai turisti nelle loro recensioni sul web: la cosiddetta «online reputation» ha ottenuto il 91,4% di gradimento dalle famiglie e il 90,6% dalle coppie. Secondo l’analisi per mercato, gli alberghi della Paganella sono piaciuti più agli stranieri (94,5%) che agli italiani (91,7%). Aggiungendo gli indici per le attrazioni, i ristoranti e le altre strutture ricettive, la Paganella nel «global sentiment» è al primo posto tra le località turistiche trentine con un range del 93,0%, davanti alla val Rendena (92,2%) e alla val di Fassa (91,8%).

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