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Distilleria casalinga a Mezzocorona

Sigilli a 138 litri di grappa clandestina

Una consuetudine dura a morire, ma pericolosa per la salute e illegale

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La produzione clandestina di grappa, pericolosa per la salute e illegale, è una consuetudine dura a morire. Lo dimostra un doppio sequestro eseguito dalla Guardia di finanza.
Il caso più recente risale ai giorni scorsi quando gli uomini delle Fiamme Gialle del Gruppo di Trento sono intervenuti a Mezzocorona su richiesta dei carabinieri che avevano scoperto una sorta di distilleria familiare clandestina. I militari hanno posto sotto sequestro 138 litri di grappa e 4 litri di metanolo oltre ad un alambicco costruito artigianalmente. Il proprietario è stato segnalato all'autorità giudiziaria per violazione degli articoli 41 e 43 del decreto legislativo 504 del 1995. 

Il sequestro eseguito in Rotaliana non è un caso isolato. A novembre a Trento la guardia di finanza, in collaborazione con il corpo forestale della Provincia, aveva intercettato e sequestrato circa 6 quintali di vinacce e grappe. Eppure la legislazione è chiara: la normativa tributaria sulle accise consente di produrre fino ad un massimo di 50 litri per esclusivo consumo personale. 

In particolare il decreto legislativo 504 prevede che «la preparazione, da parte di un privato, di prodotti alcolici, destinati all'uso esclusivo dello stesso privato, dei suoi familiari e dei suoi ospiti, con impiego di alcole ad imposta assolta, non è soggetta ad autorizzazione a condizione che i prodotti ottenuti non formino oggetto di alcuna attività di vendita». Il reato di fabbricazione clandestina di bevande alcoliche si ha quando l'autore fabbrica alcol o bevande alcoliche clandestinamente, vale a dire in locali o con apparecchi non previamente denunciati o verificati, o costruiti o alterati in modo che il prodotto possa essere sottratto all'accertamento. La pena prevista è della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa dal doppio al decuplo dell'imposta evasa, non inferiore in ogni caso a 7.746 euro. 

Lo scopo perseguito dal legislatore è duplice: da una parte tutelare la salute dei cittadini da una fabbricazione non controllata e perciò potenzialmente causa di bevande alcoliche caratterizzate da dannose impurità - come la presenza di glicolene etilenico, acetone, metanol - e da odori anomali; dall'altro, tutelare le aziende regolari che corrispondono allo Stato l'accisa sul prodotto messo in commercio. 

I rischi per la salute sono spesso sottostimati da chi crede di dominare i vapori che escono dall'alambicco nascosto in cantina. Per fare un esempio pratico, si può ricordare come nel processo di distillazione di vinacce e di acqua (per ottenere la grappa) i vapori delle sostanze in ebollizione sino alla temperatura di 78,4 gradi sono formati da alcool metilico, aldeide acetica e acetato di etile (sostanzialmente metanolo), che se ingeriti diventano estremamente tossici e pericolosi per la salute. Al di sopra di tale temperatura e sino ai 100 gradi, si ha il cosiddetto «cuore» della grappa, composto da alcol etilico e sostanze volatili che conferiscono gusto e aroma del distillato. Ma c'è chi per puntare al «cuore» finisce in un mare di guai. Con i 7.746 euro di multa il distillatore clandestino di Mezzocorona avrebbe potuto acquistare per tutta la famiglia allargata grappa trentina di ottima qualità per il resto della vita.


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