Salta al contenuto principale

Cembra, porfido in discarica dal 2006 senza pagare

contenzioso Comune - Top Center Porfido srl

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
2 minuti 49 secondi
Una discarica posta a nord dell’area estrattiva di Cembra, in località Lago Santo, è stata usata per almeno dodici anni senza che l’impresa autorizzata a depositare il materiale proveniente dal frantoio abbia versato alle casse del Comune la maggiorparte dei canoni dovuti.
È questa l’ennesima grana che l’amministrazione comunale guidata da Damiano Zanotelli deve fronteggiare per recuperare almeno 70mila euro (ma altri conteggi parlano di una cifra sopra i 200.000 euro) che mancherebbero dalla casse comunali. 
 
La questione prende le mosse da una delibera del 2006: l’amministrazione, allora guidata da Alessandro Lettieri, il 25 ottobre autorizzò una delle più grosse imprese estrattive di Cembra (la Top Center Porfido srl) «a utilizzare provvisoriamente» parte dell’area per spostarvi gli scarti di porfido provenienti dal frantoio di proprietà installato su un altro piazzale. L’atto di concessione fissava un canone forfettario e la delibera incaricava il tecnico comunale «di quantificare gli effettivi maggiori mq che vengono utilizzati», evidentemente per fare pagare alla ditta il dovuto. Già il 21 settembre 2004, per altro, una relazione stesa dall’ingegnere Renato Callegari per il Comune rilevava che la ditta occupava, di quell’area, 5.078 mq su una superficie massima utilizzabile di 6.937 mq.
 
Area che poi, però, compare e scompare a singhiozzo dagli annuali «aggiornamenti delle superfici dei piazzali», come se non fosse occupata, anche se un atto del 2013, corredato da ampia documentazione fotografica, dice il contrario. È quello firmato dalla responsabile del Servizio tecnico, Nadia Concin, il 16 dicembre: il tecnico quantifica, per gli anni dal 2007 al 2010, un’occupazione pari a 8.038 mq e per gli anni 2011-2013 un’occupazione di 15.476 mq. Ma considerando «la difficoltà di movimentare il materiale», Concin calcola che la ditta debba versare solo il 25% del canone stabilito normalmente. Con questa premessa, il conto finale porta quindi a dire che l’impresa deve al Comune 39.383 euro per sette anni, dal 2007 al 2013, invece di 160mila euro.
 
Ma la Top Center non accetta il conteggio. Cade un velo sulla questione fino al 2017, quando la giunta Zanotelli insediatasi nel 2016 riprende tutto in mano, approvando il 19 luglio due delibere con cui vengono rinnovate - fino al 27 ottobre 2018 - le concessioni scadute nel 2015. Rispetto a una concessione d’uso per 20.799 mq, risulta che la Top Center Porfido ne utilizzi 40.714. La ditta chiede di distinguere tra piazzale per la lavorazione del porfido e piazzale per il deposito e il Comune la accontenta, ma fissa lo stesso canone non applicando più il super sconto del 75% calcolato nel 2013. E l’impresa non firma l’atto e non paga i canoni del 2016 e 2017. Il Comune prova allora, il 16 ottobre, a escutere parte della fidejussione (48.190 euro) costituita a garanzia delle concessioni ma la ditta si oppone sostenendo che il deposito è a garanzia dei canoni di cava, non altro. Il 28 marzo 2018, l’ultimo atto: l’incarico a Trentino Riscossioni, da parte del Comune, di riscuotere il dovuto. Insomma, siamo al contenzioso: «È una situazione - spiega Zanotelli - che abbiamo ereditato e che è particolarmente delicata, in quanto l’azienda ha 30 dipendenti. Top Center versa al Comune oltre 100mila euro l’anno di canoni, ma resta aperto questo nodo dovuto al fatto che l’impresa non accetta la qualificazione come piazzale di quell’area e quindi non vuole pagare quanto chiesto». Gli unici canoni che risultano pagati, in 12 anni, dice il sindaco, sono quelli relativi al 2014 e 2015: sul caso, per denuncia di un privato, ora pende anche un’inchiesta.

L'utilizzo della piattaforma dei commenti prevede l'invio di alcune informazioni al fornitore del servizio DISQUS. Utilizzare il form equivale ad acconsentire al trattamento dei dati tramite azione positiva. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy Policy