Mezzolombardo, la Oxicolor sposta la produzione

La Oxicolor srl, che dal 1974 opera a Mezzolombardo in via della Rupe 2, sposta il proprio impianto produttivo in via della Rupe 13. E sebbene il trasferimento sia di pochi metri, a causa delle caratteristiche produttive che impongono l’utilizzo di molte sostanze chimiche la società (che lavora nel trattamento dell’alluminio) ha dovuto sottoporre il progetto a Valutazione d’impatto ambientale.
 
La giunta provinciale ha rilasciato la compatibilità, con prescrizioni, venerdì scorso. Rispetto alla situazione attuale, il ciclo produttivo e le fasi di lavorazione non subiranno particolari modifiche: nel nuovo impianto si provvederà soltanto a sostituire e a modificare alcuni macchinari, al fine di ottenere una maggiore produttività. Tra le altre cose, si prevede di aumentare il numero di vasche destinate all’ossidazione e di garantire una maggior efficienza del sistema di abbattimento dei reflui aeriformi, grazie all’introduzione di alcuni cambiamenti sui sistemi di filtrazione. La capacità annua di lavorazione rimarrà invariata rispetto a quella attuale, pari a 1.000 tonnellate di alluminio verniciato e 1.400 tonnellate di alluminio anodizzato.
 
Uno degli aspetti più critici discussi nel corso dell’istruttoria è stato lo scarico delle acque reflue produttive nel rio Fai. Infatti, è stato valutato l’impatto generale sul corso d’acqua, considerate le ridotte portate e dimensioni del bacino, lo scarico del depuratore biologico a monte, il transito all’interno di ambiti urbanizzati ed industriali abbastanza significativi e la presenza del biotopo «La Rupe», ubicato a qualche centinaio di metri dal sito in esame. A tale proposito la ditta ha effettuato delle verifiche per valutare la possibilità di immissione dello scarico direttamente nel torrente Noce per ridurre l’impatto, ma i rilievi effettuati hanno evidenziato che questa soluzione impiantistica è difficilmente percorribile, dal momento che il livello delle acque del torrente Noce non consente lo scarico per gravità. 
 
Parallelamente all’attivazione del nuovo scarico inoltre verrà definitivamente dismesso lo scarico presente nell’attuale stabilimento ed è quindi presumibile che non vi saranno variazioni della qualità del corso d’acqua rispetto allo stato attuale. In ogni caso, la ditta dovrà effettuare una campagna di monitoraggio annuale della qualità delle acque. Sul rio Fai dovranno dunque essere predisposti tre punti di prelievo distinti per tenere d’occhio i parametri di nitrati, fosforo totale, azoto ammoniacale, cadmio, cromo totale, nichel, mercurio, piombo, tetracloroetilene, tricloroetilene, toluene, xilene
 
Contestualmente all’apertura del nuovo stabilimento, la Ditta dovrà presentare al Servizio Gestione risorse idriche ed energetiche una domanda per la realizzazione di un nuovo pozzo. E anche per questo dovranno essere fatte analisi sulla qualità delle acque prelevate, per verificare che l’emungimento non determini la movimentazione di acque potenzialmente contaminate, considerato che la falda profonda è semiconfinata da quella  superficiale. In particolare, si dovrà rilevare la concentrazione di fluoruri nell’acqua prelevata dal pozzo prima della messa in esercizio dello stesso, dopo 6 mesi di esercizio a regime dopo 12 mesi.
 
Ovviamente, gli esiti dei rilievi effettuati dovranno essere trasmessi in Provincia entro 30 giorni dalla data di effettuazione dell’ultimo monitoraggio, che dovrà comunque avvenire entro 1 anno dall’attivazione dello scarico nel rio Fai e dall’attivazione del pozzo.
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