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La nomina del presidente di Asia

è stata rinviata ad agosto

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Doveva essere, quella dell’altra sera, la seduta per eleggere il nuovo cda di Asia (l’azienda che gestisce la accolta e lo smaltimento dei rifiuti di Rotaliana, Paganella, val di Cembra e val dei Laghi, a cui sono annessi i comuni di Aldeno, Garniga e Cimone), ma per evitare la spaccatura tra i 26 comuni consorziati e le scontate polemiche, il presidente dell’assemblea, Matteo Zandonai, aveva avvisato i sindaci di aver stralciato dall’ordine del giorno proprio il punto che riguardava l’elezione del presidente e degli altri quattro componenti del direttivo.
Non è solo sul nome del presidente che non c’è stata convergenza, ma anche sul candidato per il cda della Piana Rotaliana. Infatti, i sindaci di quell’ambito devono ancora decidere chi sarà a rappresentarli in Asia. E dovrà essere donna, per il rispetto delle quote rosa.
 
Come noto, il presidente del cda, Lorenzo Fedrizzi di Mezzolombardo, è costretto ad abdicare per aver portato a termine il suo terzo mandato; per la sua successione è in atto la sfida tra il consigliere uscente della val dei Laghi, Marco Berteotti, e Giancarlo Rosa proposto dall’ambito di Lavis, Zambana e Nave San Rocco. Però, c’è chi tra i delegati dell’assemblea maliziosamente mormora, tanto per gettare benzina sul fuoco, che tra i due litiganti, come recita il vecchio adagio, il terzo gode, alludendo alla donna che sarà scelta dai sindaci dell’ambito della Piana Rotaliana. Ma è un’ipotesi piuttosto remota.
 
Ricapitolando, Asia è composta da cinque ambiti: Piana Rotaliana (Mezzolombardo, Mezzocorona, San Michele, Roverè della Luna e Faedo), l’ambito di Lavis (con Zambana e Nave San Rocco), l’ambito della Paganella, quello della val di Cembra e, infine, l’ambito della val dei Laghi (con annessi i comuni di Aldeno, Cimone e Garniga).
Il cda è costituito da un rappresentante per ognuno dei cinque ambiti e Mezzolombardo, secondo comune in ordine di grandezza dopo Lavis, se dovrà perdere la presidenza di Asia pretende almeno un posto in consiglio.
 
Che sarebbe accaduto se, lunedì sera, l’assemblea fosse giunta al voto? Una spaccatura netta all’interno di Asia, poiché i consensi sono proprio metà per l’uno e per l’altro candidato. Saggia, dunque, la decisione del presidente Zandonai di rinviare la votazione al prossimo 8 agosto, data in cui è già stata fissata la prossima convocazione dell’assemblea dei sindaci.
«Sono ancora convinto che si possa addivenire ad una scelta unanime e condivisa da tutti - sostiene Zandonai - e ho volutamente rinviato la votazione all’8 agosto perché lunedì sera non c’erano le condizioni per poter votare il nuovo consiglio».
Zandonai, in questo lasso di tempo, tenterà di convincere i sindaci in un giro di consultazioni che ha in programma di compiere nei 26 comuni consorziati. Egli è certo di avere una soluzione in tasca, ma non vuole rivelarla. Però, sarà quasi impossibile, salvo compromessi che saranno messi sul piatto, convincere i sindaci sulla votazione a senso unico.
 
Sempre nella riunione di lunedì sera, l’assemblea ha approvato il documento programmatico contenete gli indirizzi politici che il futuro cda dovrà assumere: spiccano la trasformazione di Asia in spa, con maggiori poteri demandati al cda, e la tariffa unica per tutti i cinque ambiti. Anche qui le perplessità non sono mancate, soprattutto per il passaggio del soggetto giuridico da consorzio a spa e qualche sindaco teme che possano essere esautorate le scelte dei comuni. Pertanto, nel documento programmatico, è stato stabilito che il nuovo cda dovrà presentare una proposta e una bozza dello statuto della futura spa; in qualsiasi caso, la trasformazione di Asia dovrà essere deliberata dall’assemblea. E qui si aprirà un’altra battaglia tra i 26 comuni.

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