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La maestra Sara Martini ha compiuto 106 anni: “La cosa a cui tengo di più? La libertà”

Originaria di Comano, è l'inquilina più longeva delle case Incis di via Carducci, quelle gialle di fronte al Museion e all'Università di Bolzano, quelle che hanno una storia lunga quasi quanto la sua. 

BOLZANO. Adelina Sara Martini, trentina trapiantata a Bolzano, il 31 dicembre ha compiuto 106 anni. La signora fa parte della ristretta cerchia delle ultracentenarie che vivono a Bolzano ed è l'inquilina più longeva delle case Incis di Via Carducci, quelle gialle di fronte al Museion e all'Università, quelle che hanno una storia lunga quasi quanto la sua, infattii nel 2026 celebreranno il centenario della posa della loro prima pietra.

Sara Martini - lei preferisce il secondo nome - ci è entrata subito, nel 1929, o nel 1930, non ricorda bene, ma ricorda di avere avuto nove, dieci anni. Arrivava dal Trentino, dalla frazione di Poia (comune di Comano Terme). Per sfuggire al collegio di Trento, dove la volevano far studiare i suoi genitori, aveva accettato ben volentieri l'offerta della zia di andare a vivere (e a studiare) a Bolzano, a casa sua. Dopo una caduta lo scorso agosto, l'ultracentenaria è costretta a letto ma non se ne lamenta.

Per il compleanno c'è stato solo un piccolo brindisi con l'inseparabile badante Elisabetta, ma confida la festeggiata: «Non mi dispiace più di tanto, perché non mi sono mai piaciute le ricorrenze, le feste ufficiali». 

Come passa il tempo, ora che le mancano le brevi ma piacevoli passeggiate sul Lungo Talvera?

Leggo il giornale. E poi guardo un po' di tivù.

Cosa le piace?

Ma non lo so, accendo e guardo quel che mi capita, per far passare il tempo. Col giornale almeno mi tengo aggiornata, anche se la memoria non mi aiuta, negli ultimi anni.

Arrivare così avanti con l'età spesso significa dover dare l'addio a tante persone care.

Certo, io ho perso tutta la mia famiglia: padre, madre, un fratello e una sorella. Non avendo figli, mi è rimasto soltanto un nipote che vive vicino a Venezia. E un ex allievo che mi è rimasto affezionato Eh sì, ho fatto la maestra per quarant'anni: un certo Mauro non mi ha dimenticata e ogni tanto viene a trovarmi. Ho insegnato alle Dante ma prima ho girato l'Alto Adige: Sarentino ma anche la frazione a Passo Pennes, quattro case con la scuola così fuori mano che mi costringevano a volte a fare venti chilometri a piedi, se non mi imbattevo nel postino che mi dava un passaggio. Alloggiavo tutta la settimana in canonica.

Nubile per scelta o per i casi della vita?

Ma per carità, legarsi per sempre a un uomo? La cosa a cui tengo di più nella vita è la mia libertà.

Di fare cosa?

La libertà e basta. Se proprio ci devo pensare, ammetto che non ho usato abbastanza la libertà di viaggiare. Se ho un rimpianto nella vita è proprio quello di aver viaggiato poco. Mi incuriosiva la gente di altre lingue e altre tradizioni, mi sarebbe piaciuto conoscere di più di questo mondo.

Delle radici trentine cosa ricorda?

I miei familiari, i primi amici, la casa di Poia che possiedo ancora ma dove non vado da anni. Anche se ho passato la mia vita a Bolzano, ricordo con nostalgia le mie radici trentine.

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