Due uomini aggrediti nel centro di Storo da un gruppo di giovani: indagini in corso
Le due persone prese di mira si erano fermate perché avevano visto una ragazza che piangeva. “Cosa posso dirvi? - chiede il sindaco Nicola Zontini -. I carabinieri stanno lavorando sul caso, quindi di fatto non posso aggiungere altro”
GIUDICARIE. Fibrillazione e preoccupazione. Negli ultimi tempi gli episodi di criminalità e micro criminalità stanno creando apprensione in parecchi angoli delle Giudicarie: l'apprensione è l'anticamera della psicosi. Non a caso comincia a farsi strada la sindrome che aveva colpito l'anno scorso la Rendena, quando una serie di furti a raffica nelle case aveva "consigliato" la costituzione di ronde serali dei cittadini in allarme.
Negli scorsi giorni nelle Giudicarie Esteriori i soliti ignoti sono entrati in una casa, hanno scardinato la cassaforte e se la sono portata via. Poi hanno svaligiato un'altra casa.
Dove non sono protagonisti i soliti ignoti, ma persone a detta dei paesani note, è nella zona di Storo, dove stanno accadendo episodi di una gravità che va oltre il furto nelle case, ammesso che si possa stilare una graduatoria dei reati. E l'allarme lo misuri sulle telefonate ai cronisti con una richiesta precisa: «Non scrivete niente? Possibile?».
I fatti, come sono raccontati da testimoni. Esterno notte. Al lato di una strada del centro di Storo una ragazzina piange. Due signori si fermano per capire cosa stia succedendo. Scendono dalla vettura, ma non fanno a tempo ad avvicinarsi alla ragazza (potrebbe essere un'esca?) che vengono aggrediti da un gruppo di giovani che si materializzano improvvisamente. Volano botte, a mani nude e con le spranghe. I due, comprensibilmente spaventati, cercano di fuggire a piedi, ma vengono inseguiti. Quindi i vandali dedicano le loro attenzioni, per nulla cordiali, all'automobile. E a questo punto partono gli interrogativi, giustificabili, della gente comune che non si sente più sicura e tutelata.
«Dove sono le forze dell'ordine? E le Amministrazioni comunali cosa fanno?».Domande legittime, anche perché dopo gli atti di vandalismo di un anno fa, nella notte di Halloween, da parte dell'Amministrazione di Storo, su sollecitazione dell'allora minoranza, erano stati promessi interventi, che non si sono visti. E' vero che ultimamente sono stati organizzati alcuni incontri sotto il titolo "Tutti insieme... un solo obiettivo... stop al bullismo".
Incontri aperti a genitori e figli. Il prossimo sarà il 20 novembre a Bondo. Iniziativa importante, ma è sufficiente? È vero pure che nelle settimane scorse il Comune di Storo ha invitato i sindaci della valle e le forze dell'ordine ad un incontro con l'ex questore Francini. Ma di fronte ad atti violenti come l'aggressione citata dei giorni scorsi, c'è chi lamenta che non è uscito nemmeno un post del Comune, solitamente sollecito a raccontare il suo operato. «Non si risolvono i problemi con un post, ma il silenzio a volte fa più rumore del frastuono».
Questo è il tenore delle chiacchiere e delle telefonate ricevute. E ora? «Cosa posso dirvi? - chiede il sindaco Nicola Zontini -. Ci sono indagini in corso da parte dei carabinieri, quindi di fatto non posso aggiungere altro». G.B.