Salta al contenuto principale

In Whatsapp il gruppo per evitare controlli,

si chiamava "Merda in vista", con 256 iscritti:

identificati dalla Polizia Locale

Il gruppo attivo con una "rete" nelle Giudicarie

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
1 minuto 7 secondi

Individuati e denunciati dalla Polizia locale delle Giudicarie una decina di iscritti di un gruppo ‘Whatsapp’ che si avvertivano reciprocamente circa la posizione e gli spostamenti delle forze dell’ordine con messaggi di testo ed audio.

«Merda in vista», questo il nome del gruppo esistente dal 2015 e formato da 256 iscritti. I denunciati all’autorità giudiziaria, per lo più residenti in val Rendena, sono accusati di interruzione di pubblico servizio e diffamazione; la posizione di un altro centinaio di persone, ritenute le più attive, verrà vagliata dal magistrato.

Secondo quanto accertato dagli investigatori, i messaggi, circa mille all’anno, che si scambiavano gli iscritti della chat residenti soprattutto nella zona tra Tione a Pinzolo, contenevano frasi offensive verso gli organi di polizia ed erano finalizzati a segnalare la presenza di pattuglie di carabinieri, guardia di finanza e polizia locale o ad escludere la loro presenza.

Gli episodi analizzati dagli investigatori non si riferiscono solo alla segnalazione di autovelox: le numerose richieste erano finalizzate a scongiurare la presenza di agenti, situazione che, se collegata al fatto che molti appartenenti al gruppo avevano precedenti penali e di polizia (principalmente guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, spaccio e possesso di droga), fanno ipotizzare agli investigatori la possibilità che gli stessi chiedessero il «via libera» prima di commettere reati anche legati al mondo della droga.

L'utilizzo della piattaforma dei commenti prevede l'invio di alcune informazioni al fornitore del servizio DISQUS. Utilizzare il form equivale ad acconsentire al trattamento dei dati tramite azione positiva. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy Policy