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I sindaci e il Consorzio a Failoni

«Turismo, fermate la riforma»

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Venerdì 17 aprile la Giunta provinciale ha licenziato la riforma del turismo, pensata, scritta e discussa dall’assessore Roberto Failoni. E i sindaci della valle del Chiese (insieme al presidente del Bim ed alla presidente del Consorzio turistico) obiettano. Senza entrare (per loro stessa ammissione) nel merito del testo proposto al Consiglio provinciale, per evitare prevaricazioni. Tuttavia, l’auspicio di chi scrive la lettera inviata alla Giunta provinciale è chiaro: una riforma che definiscono “storica” deve venire alla luce solo dopo aver valorizzato la massima partecipazione di tutti gli enti e gli organismi coinvolti nel prodotto “turismo”, “che per la nostra provincia è forse l’attività principale”.

Valorizzazione. I sindaci chiesani ammettono che Failoni ha effettuato numerosi incontri, durante i quali “ha più volte dichiarato che la partecipazione è essenziale al procedimento di riforma”. Problema: “In tali occasioni abbiamo potuto apprendere i cardini della sua proposta, che ha poi trovato riscontro nel DDL approvato in giunta. A causa della pandemia in atto, purtroppo, come amministratori, tecnici: Comuni, BIM del Chiese, Consorzio Turistico, Pro Loco e operatori non abbiamo avuto sufficienti momenti di approfondimento e discussione.

Tutti avvertiamo forte la necessità di valutare, analizzare e confrontarci, per poter consapevolmente offrire il nostro punto di vista alla discussione, per trovare la soluzione migliore per l’ambito del Chiese”, sforzo impossibile in queste condizioni, viste le difficoltà fisiche di trovarsi: “L’emergenza sanitaria in atto, le difficili prospettive economiche e di seguito la tornata elettorale (con il conseguente blocco dell’attività amministrativa per circa tre mesi)”. Per non parlare della crisi “che sta colpendo il settore turistico e che avrà drammatiche ripercussioni sulla stagione estiva anche in valle del Chiese”. I sindaci pensano “sia prioritario in questo momento pensare a misure di intervento e di sostegno per il settore”.

Tutto ciò premesso, “se la volontà è quella di arrivare ad un testo condiviso dalla più ampia maggioranza di operatori ed enti, siamo a sollecitare una diversa programmazione della tempistica di discussione del disegno di legge rispetto a quella annunciata, così da consentire un procedimento ancora più partecipato e consapevole, rinviando la discussione nel tempo necessario a tener conto delle esigenze qui evidenziate”. In ogni caso i sindaci inoltrano “la richiesta formale di audizione presso la Commissione consigliare cui sarà affidata la trattazione del disegno di legge, per poter offrire in quella sede il nostro fattivo e propositivo contributo alla discussione in essere”.

Quello che i sindaci non dicono... La valle del Chiese verrà accorpata all’Apt Campiglio-Pinzolo-Val Rendena, insieme alla Busa di Tione. Ciò provoca non pochi mal di pancia a causa della lontananza non solo geografica fra Campiglio ed il Chiese. Peraltro il Chiese stesso ha vocazioni diverse: se l’alta valle (Roncone, Bondo e Breguzzo, nel comune di Sella Giudicarie) in qualche modo può avvicinarsi al turismo invernale dell’alta Rendena, il basso Chiese, con il lago d’Idro è più vicino (se proprio si deve avvicinare a qualche altro luogo) alla valle di Ledro. La collocazione in un ambito specifico resta un nodo irrisolto. E probabilmente gli amministratori e gli operatori locali non hanno in testa un’idea unanime.

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