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In aprile, i due ponti aperti

Ma non per tutti...

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Brescia, Palazzo Broletto, sede della Provincia. Incontro alla presenza (fisica) dei responsabili provinciali, degli amministratori comunali di Bagolino e di quella in videoconferenza di Stefano De Vigili, dirigente provinciale di Trento del Servizio viabilità.

La sintesi è presto fatta. Ad aprile la rotonda quadrata (ossia i due ponti paralleli, il vecchio e il nuovo) aprirà così com'è. Si era pensato a piazzare semafori, ma l'ipotesi è stata scartata. Se venissero installati i semafori, si teme che si creerebbero code infernali. Per quanto riguarda il ponte vecchio (datato 1906, praticamente nella preistoria dei trasporti) è stato assegnato un desolante bollino rosso. Praticamente sarà vietato agli automezzi che superano i 400 quintali.

Ridendo e scherzando, su quel ponte transitano in un anno circa 180.000 mezzi pesanti, metà dei quali (autotreni e bilici carichi) superano senz'altro quel peso. Che fine faranno? Secondo quanto detto, i camion provenienti da nord verranno deviati alla rotonda di Storo Nord verso la provinciale per Baitoni, in tal modo (fra l'altro) passando nel centro di Storo. Giunti a Ponte Caffaro, passeranno per il ponte nuovo. I loro colleghi provenienti dal Bresciano e indirizzati al Trentino saranno incanalati nel ponte nuovo.
E il ponte vecchio? Parafrasando Bartali, «è tutto da rifare». E da rifare bene. Inoltre vanno ampliati i raggi di curvatura per permettere agli autotreni e agli auto-articolati di entrare nel ponte nuovo.

Spiegare la situazione non è semplice. Immaginate due ponti paralleli a distanza di una ventina di metri l'uno dall'altro. Finora sul ponte vecchio si transitava in entrambe le direzioni: nord-sud e sud-nord. Ma il ponte non regge. Idea geniale: gli affianchiamo un altro ponte. Complicazione non prevista: per entrare nel ponte nuovo occorre fare un paio di curve ad angolo retto, così come per uscirne. E (come detto) i camion con rimorchio o i bilici non ci passano se non con manovre che bloccano la circolazione. Così dicono i video fatti dall'alto con i droni, nei mesi scorsi.

La nuova amministrazione di Bagolino (eletta meno di un anno fa) è in grande imbarazzo, avendo ereditato una situazione caotica a dir poco. Però l'indignazione popolare cresce sempre più, vuoi per i 4 milioni e rotti spesi per un ponte difficilmente utilizzabile, vuoi per gli altri (2 e spiccioli?) per sbriciolare quello vecchio e ricostruirlo. E chi paga? Nessuno, almeno finora.
Le domande. Qualcuno (Comune o Province) ha avviato procedure e iniziative volte ad accertare le responsabilità e a richiedere i danni patrimoniali? È stato interessato il Ministero dell'Ambiente, unico legittimato a richiedere i danni ambientali? «È chiaro che gli attuali amministratori non rispondono dei mali altrui, tuttavia rispondono della loro attuale azione o omissione», tuonava l'altra sera un caffarese indignato.

L'aggiunta di due anni fa era tutta carnevalesca: un grande water piazzato sul ponte, a testimoniare gli euro finiti lì dentro, uno ad uno.

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