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Maxi Rurale, voto con ribaltone

Simoni resta fuori dal cda

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È proprio vero: “in cauda venenum”, come dicevano gli antichi romani. Detta nella lingua moderna: il veleno sta nella coda.
E la coda è quella dell’assemblea della Cassa Rurale Adamello, che sabato pomeriggio ha eletto il suo primo consiglio di amministrazione.
A tarda sera, a scrutinio completato, ecco la clamorosa sorpresa: Roberto Simoni, ultimo presidente della Cassa Rurale di Pinzolo e designato alla carica di primo presidente della Cassa Rurale Adamello, ha ricevuto una sonora batosta, arrivando addirittura quinto fra i candidati di Pinzolo.

Tre i vincitori: Monia Bonenti (presidente uscente della Adamello-Brenta) che si è portata a casa quasi 1.000 voti, complice sicuramente anche la popolarità guadagnata per aver gestito l’assemblea; Luigi Olivieri (già parlamentare e un sacco di altre cose) che è arrivato secondo, sia pure staccato, con 758 preferenze personali, superando di un solo voto Fabrizia Caola, la meno conosciuta, quindi la sorpresa. Indietro tutti gli altri.

Quanto al collegio sindacale, considerato che chi prendeva più voti sarebbe diventato presidente, Marco Polla di Pinzolo ha sbaragliato tutti con 982 preferenze (il più votato in assoluto), davanti a Michele Giustina della ex Val Rendena, con 675 voti.

I due hanno potuto contare sul fatto di essere gli unici candidati delle loro Casse, mentre a Tione se la sono giocata in tre, spartendosi le preferenze. Alla fine l’ha spuntata Roberto Tonezzer, dirigente fresco di pensione della Comunità di valle, con 562 voti, davanti a Luca Tomasi e Giuseppe Bolza (entrambi sopra quota 500), i quali si accontenteranno del ruolo poco più che simbolico di sindaci supplenti.

La battaglia per il consiglio si è combattuta soprattutto a Pinzolo, dove si erano candidati in sette per tre posti. Niente competizione a Tione (ex Adamello-Brenta), dove c’erano tre candidati per tre posti, e poca a Spiazzo (ex Val Rendena) dove i candidati erano quattro per tre posti: tre ex consiglieri e un battitore libero. Sono stati eletti i tre consiglieri.

A fare le spese della gara di Pinzolo, come detto, è stato Roberto Simoni, la vittima più illustre. Non è entrato nemmeno Fabio Vidi, nonostante la promessa elettoral-populista di devolvere i 5.000 euro di compenso fisso annuale alle associazioni di volontariato.
In attesa di nomina del presidente (di cui parliamo nell’articolo sopra), il primo consiglio di amministrazione della Cassa rurale Adamello è così composto: diamo l’elenco, in ordine di ex appartenenza per Cassa.

Ex Adamello-Brenta: Monia Bonenti (commercialista, ex presidente) 926 voti; Carlo Ballardini (laurea in economia) 610; Pieruccio Vaglia (imprenditore edile, già presidente della Cassa di Condino) 366.

Ex Val Rendena: Lorenzo Cozzio (commercialista) 764; Mirko Bonapace (artigiano, già presidente)  689; Andrea Sartori (laurea in legge, amministratore di condominio) 479.
Collini (produttore di coltelli, il battitore libero) ha preso 436 voti.

Ex Pinzolo: Luigi Olivieri (avvocato) 758; Fabrizia Caola (pensionata dell’Apt della Rendena) 757; Claudio Collini (titolare del birrificio di Rendena) 681.

I battuti sono Francesca Maffei (commercialista), Roberto Simoni (pure lui), il dentista Fabio Vidi e l’ingegner Riccardo Maturi.

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