Salta al contenuto principale

Campo Carlo Magno: il carillon

di campane che suona

anche l'Inno alla Gioia europeo

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
2 minuti 30 secondi

Da questi giorni, Campo Carlo Magno ha una voce: quella delle sue sette nuove campane. Il mese scorso erano rimaste esposte all’interno della chiesa di Nostra Signora d’Europa, e il 15, solennità dell’Assunta, nella chiesa principale di Campiglio avevano ricevuto la benedizione del vescovo emerito Luigi Bressan. Ora, il carillon in grado di intonare anche l’Inno alla gioia – melodia scelta perchè inno del Vecchio continente, omaggio alla patrona della località – è stato innalzato sulla facciata del luogo di culto, e ha iniziato a scandire le giornate della comunità che vive tra la Rendena e la Val di Sole: poche decine di persone in primavera e autunno, migliaia d’estate e nella stagione invernale. Alle 8 e alle 20, le campane propongono l’Ave Maria di Lourdes, e in questa fascia oraria battono le ore.

A mezzogiorno, dopo il saluto alla Madonna, diffondono anche l’Inno alla Gioia. Ma attenzione: nei momenti forti dell’anno, come per esempio il tempo di Natale, stupiranno con brani a tema: tra questi, anche il gospel “Oh when the Saints”. A comandare i martelletti di ogni campana è un particolare computer, su cui sono stati memorizzati nota per nota i 27 brani della “libreria”, un archivio che puó essere ampliato in ogni momento. Il suono è dolce e pervasivo nello stesso tempo: pur trattandosi di campane piuttosto piccole (la più grande pesa poco più di 30 chili), i rintocchi giungono ben oltre il piccolo abitato a nord di Campiglio. Per capirci: durante le prove tecniche, nei giorni scorsi, è stato udito fino al laghetto sotto la malga Montagnoli.

Dono di un privato, questi sette bronzi sono stati realizzati a Innsbruck dalla fonderia Grassmayr. Della loro installazione si è peró occupata una società italiana leader del settore, la Sabbadini Campane di Fontanella (Bergamo), aiutata dai Vigili del Fuoco di Campiglio che hanno messo a disposizione l’autoscala. “Un contributo determinante, che ha semplificato molto le operazioni”, spiega Marcello Palmieri, coordinatore del progetto fortemente sostenuto dal parroco don Romeo Zuin. La campana maggiore, che genera la nota “Sol”, è dedicata a Nostra Signora d’Europa. Le altre sei – montate come la principale su un ceppo ligneo pirografato a mano, le cui iscrizioni sono visibili anche dal basso –, onorano sulle note di “Do”, “Re”, “Mi”, “Fa”, “Sol” e “La” i patroni del Vecchio continente: primo tra tutti san Benedetto, padre del monachesimo occidentale. Ai suoi seguaci, accomunati dalla regola dell’ora et labora, si deve pure l’“invenzione” del Grana Padano.

Proprio quello offerto a Campo Carlo Magno nell’antica versione dalla crosta nera, il “Bella Lodi”, dono dell’azienda Pozzali Lodigrana di Trescore Cremasco (Cremona) al termine di uno tra gli incontri inaugurali del carillon: la lectio magistralis di Umberto Folena, editorialista del quotidiano Avvenire, invitato lo scorso 13 agosto da parrocchia e Apt di Campiglio nell’ambito del festival Mistero dei Monti.

Diversi villeggianti, quel giorno, si erano raccomandati con i custodi dei loro condomini: “Quando montano le campane, a settembre, mandateci qualche foto!”. Detto, fatto.

 

ASCOLTA IL SUONO DEL CARILLON!

L'utilizzo della piattaforma dei commenti prevede l'invio di alcune informazioni al fornitore del servizio DISQUS. Utilizzare il form equivale ad acconsentire al trattamento dei dati tramite azione positiva. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy Policy