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Funivie: Marilleva e Campiglio

puntano dritti su Serodoli

«Più piste e impianti»

 

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Non ci sono più mezze parole: le Funivie Folgarida Marilleva (ma anche quelle di Campiglio, e la possibile fusione delle società è sempre attuale) vogliono espandersi, ampliando il demanio sciabile, spianando i prati e i bosachi per nuove piste e nuove seggiovie.

«Se vogliamo continuare a essere il motore dell’economia turistica della Val di Sole, della Val Rendena e del Trentino, dobbiamo impegnarci nell’ampliamento del nostro demanio sciabile» è stata la frase chiave dell'assemblea di Folgarida Marilleva, l'altroieri. Le priorità sono chiare e il presidente Sergio Collini ha dedicato ampio spazio all’illustrazione degli interventi che il cda, in sinergia con le società impiantistiche di Madonna di Campiglio e di Pinzolo, intende promuovere per qualificare ulteriormente l’offerta della Skiarea.

Lo aveva già annunciato nell’assemblea dell’anno passato, e l'altroieri lo ha ribadito approfondendo ulteriormente la questione dell’espansione del demanio sciabile nelle zone di Mondifrà - Malga Dimaro, di Serodoli - Val Gelada - Pellizzano e di Malga Ritort - Plaza. Tema questo che sarà portato all’attenzione dei soci anche delle altre due società impiantistiche. «Ciò che valutano i clienti per la scelta della destinazione turistica sono la dimensione della skiarea, la garanzia neve e la qualità delle piste e degli impianti - ha spiegato Collini -. Per compensare il gap con i competitor e mantenere lo standard di qualità, quindi, le tre società hanno individuato queste tre nuove zone di espansione».

Nel complesso, le società hanno ipotizzato un ampliamento non superiore ai 40-45 chilometri di piste con circa una decina di impianti aggiuntivi che porterebbe a «migliorare i collegamenti tra le aree di Folgarida Marilleva, Campiglio e Pinzolo e a sviluppare un’area sciabile a un’altitudine elevata sul versante ovest con maggiore garanzia di neve oltre che un maggior livello di sicurezza degli sciatori e piste più lunghe e attrattive». Le società, quindi, hanno già avviato un percorso di confronto e condivisione con i Comuni, le Asuc e le due Comunità di Valle e con il nuovo governo provinciale per chiedere la revisione del Pup che includa l’ampliamento del demanio sciabile (la previsione urbanistica provinciale infatti al momento non prevede alcuna area di potenziale espansione dell’area neve) e poter così procedere con le verifiche di fattibilità.

Un progetto che si affianca agli investimenti previsti dal piano industriale decennale ideato da Funivie Folgarida Marilleva e che mette sul piatto circa 80 milioni di euro per rilancio della società. Nell’illustrare i dati più che positivi dei bilanci separato e del bilancio consolidato, chiusi al 30 aprile 2019, Collini ha quindi dato notizia di una «circostanza negativa» riguardante il superamento dei limiti massimi dei parametri di inquadramento fra le Piccole medie imprese. In sostanza, a seguito dell’operazione del 2017, con la quale Funivie Campiglio, attraverso Sviluppo Aree Sciistiche spa, ha acquisito il controllo di Folgarida Marilleva diventando parte di un unico gruppo, la società per il secondo anno non riuscirà a rispettare due parametri dimensionali (fatturato e totale di bilancio) passando nelle Grandi Imprese e perdendo così il diritto di accedere ai contributi provinciali in regime ordinario (ciò vale anche per Funivie Campiglio). Rispetto ai numeri, il bilancio separato chiude con ricavi delle vendite e delle prestazioni pari a 30.399.108 euro (+5,28%), un Ebitda pari a 10.218.711 euro (-11,56%), un Ebit di 4.012.763 euro (-26,22%) e un utile netto di 3.465.172 euro (+12,06%).

Naturalmente le parole di Collini non sono passate inosservate alle associazioni ambientaliste ed alla Sat, che in passato aveva ammonito i decisori chiedendo un secco no all'ampliamento. Ma stavolta - è il timore dei protezionisti - gli assessori competenti sono Tonina (Ambiente) e Failoni (Turismo), e quindi l'allerta è al massimo livello. «Crediamo sia in corso un nuovo attacco speculativo» ammoniva già alcuni mesi fa la pagina «Serodoli resti Serodoli». 

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