Cade la neve dal tetto, paga tutto l'ente pubblico: automobilista risarcito
La questione è controversa, ma un punto sulla vicenda lo ha messo il tribunale di Trento, in sede di appello, riformando in parte la decisione del giudice di pace: se in primo grado le spese per la riparazione della vettura sono state divise al 50% fra la proprietà dell'edificio e l'automobilista, in secondo grado sono state accolte le ragioni del danneggiato a cui verrà pagata l'intera fattura
TRENTO. La neve, precipitata dal tetto di un edificio pubblico, ha colpito un'auto in transito causando danni per quasi tremila euro. La scena è stata vista da testimoni; inoltre è stato effettuato un immediato accertamento da parte di un agente della polizia locale che ha trovato il veicolo ammaccato e parecchia neve sia sul mezzo che sulla strada.
Sull'evento, ossia sulla caduta dall'alto della massa, non ci sono dubbi. Sorge però il quesito su chi debba pagare i danni. La questione è controversa, ma un punto sulla vicenda lo ha messo il tribunale di Trento, in sede di appello, riformando in parte la decisione del giudice di pace: se in primo grado le spese per la riparazione della vettura sono state divise al 50% fra la proprietà dell'edificio e l'automobilista, in secondo grado sono state accolte le ragioni del danneggiato a cui verrà pagata l'intera fattura.
A versare il denaro sarà l'Agenzia del demanio, ente gestore dell'immobile che si trova in piazza Verdi a Cavalese. L'edificio, tra l'altro, è l'ex sede del tribunale ed ospita ora gli uffici del giudice di pace, oltre che l'Agenzia delle entrate e, recentemente, gli ambulatori dell'Azienda sanitaria.
«Non si può ritenere che l'insidiosità assunta dal detto edificio fu prodotta da un'imprevedibile alterazione dello stato dei luoghi - evidenzia il giudice Giuseppe Barbato - non potendosi ritenere tale l'accumulo di neve sul tetto, avuto riguardo alle circostanze di tempo (pieno inverno) e di luogo (zona di montagna), né consta che la pregressa nevicata che lo causò fu un evento meteorologico assolutamente eccezionale per durata e consistenza».
Le nevicate, dunque, non si possono considerare un evento eccezionale in un contesto montano e in pieno inverno. L'incidente risale a febbraio 2021 e la massa di neve precipitata dalla copertura aveva ammaccato il tetto del veicolo e staccato sia l'antenna che la spazzola del lunotto. Il preventivo per le riparazioni ammonta a 2.629,94 euro. Per il tribunale non ha rilevanza il fatto che sull'edificio fossero presenti barriere, dato che «quel dispositivo, forse anche per oggettiva conformazione strutturale e/o per le modalità di installazione, non era idoneo a contenere tutta la neve accumulatasi sul tetto».
Nulla da eccepire sulla condotta dell'automobilista, che ha percorso una strada aperta al pubblico. L'Agenzia del demanio si era difesa evidenziando che si era trattato di un «pericolo imprevedibile, insorto improvvisamente e derivante da fatti straordinari». Aveva anche puntato il dito contro il conducente del mezzo, sostenendo che per evitare il danno, data l'abbondante nevicata, avrebbe potuto scegliere un percorso alternativo. Ma il ricorso dell'automobilista è stato accolto. L'Agenzia del demanio deve pagare, oltre alla fattura, anche 3mila euro circa di spese di giudizio.