Italia Nostra: «Demolizione dell’ex Corona a Moena, progetto incoerente»
L’associazione critica l’accordo tra FPB Cassa e il Comune di Moena, giudicato non coerente con i criteri di tutela del territorio. Contestata anche la mancanza di un confronto pubblico e ribadito che l’ex albergo è parte essenziale del nucleo storico. Italia Nostra chiede che il Comune valuti le osservazioni e imponga la messa in sicurezza dell’edificio
IL PROGETTO Critiche e polemiche
TRENTO. Italia Nostra Trento interviene nuovamente sul progetto di accordo urbanistico tra FPB Cassa di Fassa, Primiero e Belluno e il Comune di Moena, che prevede la demolizione dell’ex albergo Corona. L’associazione sostiene che le criticità sollevate non riguarderebbero un generico “intoppo”, come dichiarato dal presidente della banca, bensì aspetti sostanziali relativi alla tutela del patrimonio storico-architettonico e alla coerenza dell’intervento con gli strumenti di protezione del territorio.
Secondo Italia Nostra, una progettazione diversa avrebbe potuto valorizzare l’autenticità dell’edificio e il suo ruolo nel tessuto urbano storico. L’associazione richiama l’attenzione sulla forma dei centri abitati alpini, considerata un bene comune che custodisce identità, memoria e specificità culturale. Per questo, ritiene che interventi di rilevante interesse pubblico dovrebbero essere accompagnati da un ampio processo partecipativo aperto alla cittadinanza.
L’associazione contesta inoltre che l’amministrazione comunale abbia respinto ogni richiesta di confronto pubblico, ricordando che la serata informativa promossa dal proprietario dell’immobile era riservata ai soli soci. La mancata possibilità di dialogo ha portato Italia Nostra a intervenire esclusivamente tramite osservazioni alla variante del Piano generale degli insediamenti storici che recepisce l’accordo urbanistico. Le osservazioni, ritenute articolate e puntuali, saranno oggetto delle controdeduzioni del Comune in sede di adozione definitiva.
Per Italia Nostra, la demolizione dell’ex albergo Corona costituirebbe una perdita irreversibile: l’edificio viene descritto come parte integrante dell’antico nucleo urbano, rilevante nei rapporti volumetrici, nelle relazioni con l’orografia del luogo e nella definizione dei coni visuali storicizzati. La rimozione del manufatto, sostiene l’associazione, altererebbe l’equilibrio tra costruito e spazi aperti, compromettendo un riferimento identitario per la comunità.
In merito alle preoccupazioni del sindaco Kostner sul deterioramento dell’immobile – intonaci ammalorati, gronde rotte – Italia Nostra ricorda che il Comune dispone degli strumenti normativi per imporre ai privati gli interventi di messa in sicurezza. Sottolinea inoltre come, in molti casi, il degrado possa diventare pretesto per giustificare demolizioni altrimenti non sostenibili.