Giacomo Panozzo, che Storia! L'influencer trentino «vola» sui social
Su TikTok ha 337mila follower, nella vita reale partecipa a conferenze e presentazione di libri: “Che emozione l'incontro con Alberto Angela. Cerco di rendere la materia accessibile a tutti, è importante perché aiuta a contestualizzare quello che succede oggi. È come una serie tv"
PREDAZZO. Quante cose belle sono nate durante la pandemia. Giacomo Panozzo ha deciso di cominciare a raccontare la sua grande passione, quella per la storia, utilizzando i social network. «Su TikTok non mi conosceva nessuno, gli utenti pubblicano solo balletti ma io sono scoordinato, così mi sono detto: "Proviamo a riempirlo di qualcos'altro". È nato tutto per gioco, per passare il tempo nel periodo del Covid. Mai avrei immaginato che sarebbe potuto diventare un lavoro». I suoi numeri sono importanti: su TikTok ha 337mila follower, su Instagram 31mila.
A sentirlo parlare, nei video o nelle conferenze che tiene, Giacomo Panozzo è un mix tra Alberto Angela (che il predazzano ha conosciuto proprio pochi giorni fa) e Alessandro Barbero, due dei più famosi divulgatori. Tra i suoi video, anche un "viaggio" nell'archivio del municipio di Predazzo e la scoperta delle scritte dei pastori fiemmesi.
Giacomo ha 25 anni. Dopo la laurea triennale in storia all'Università di Milano, ora è a Padova dove sta frequentando l'ultimo anno della laurea magistrale in scienze storiche. Appena può, fa ritorno a Predazzo.
Giacomo, cosa vuole raccontare nei suoi video?
«Cerco di rendere la storia accessibile: è una materia che è sempre stata vista come noiosa, un elenco di date ed eventi da ricordare. Ma non è per niente così. La storia è un grande flusso, una concatenazione di cause ed effetto. È come una serie tv: vuoi sapere quello che succede dopo. Quello che piace fare a me è far scoprire alle persone che questa materia è molto di più di semplici aneddoti: porta alla consapevolezza, aiuta a contestualizzare quello che succede oggi. Io instillo una piccola pallina di curiosità nella gente, da sviluppare a piacimento. Mi piace tantissimo andare nelle scuole a parlare ai ragazzi, avvicinare la storia a loro».
Spesso però i giovani non trovano pragmaticità nella storia studiata a scuola.
«Questo è un problema. Penso alla seconda parte del '900, spesso non trattata a scuola, ma utile a conoscere i fatti di oggi. È come guardare una serie tv e saltare l'ultima stagione. Si esce da scuola senza sapere del perché esiste l'Ucraina, di come si è arrivati alla guerra tra Israele e Palestina, a Taiwan e Cina, all'indipendenza stati africani. Per questo sostengo che nel mondo c'è tanto bisogno di storia. Senza essa si rimane spaesati. La storia può dare tantissime risposte per comprendere il mondo».
Essere un influencer è per lei un lavoro?
«Non si può pensare di fare il content creator e lavorare con i soli proventi dei social. I social sono una vetrina, un modo per portare avanti le proprie passioni e trasmetterle agli altri. Sono uno strumento potente da non sprecare riempendoli di sporcizia. Questo, per me, è diventato un lavoro in maniera indiretta: facendomi conoscere, i brand mi chiedono di realizzare contenuti per loro, faccio conferenze, partecipo a eventi».
Oltre ai social network, dove altro si svolge la sua attività?
«Collaboro con realtà disparatissime: da Milano Cortina 2026 alla presentazione di libri, partecipo a conferenze su temi diversi, dai popoli preromani alla storia di un piccolo paese. Giovedì sono stato a Trento alla festa per i 130 anni della Cooperazione Trentina, la scorsa settimana a Roma per la presentazione del nuovo libro di Alberto Angela, scritto per Mondadori. Ci siamo scambiati domande e risposte sul palco, è stato un grande piacere di conoscerlo. Mi tremavano le gambe e, risentendomi, avevo un tono di voce diverso rispetto al solito, per l'emozione».
Come vede il suo futuro?
«A raccontare la mia materia, condividerla e fare scoprire a più persone la sua bellezza, nel modo che più mi riesce in quel momento. Che sia tramite testo, radio o social, poco importa. La mia idea è di continuare ad utilizzare i social e allo stesso tempo avere un piano B più pragmatico per portare avanti la mia passione».