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Nuovo ospedale di Cavalese,

Degasperi: «zero euro a bilancio»

e la giunta provinciale replica

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Per il rifacimento dell’Ospedale di Cavalese l’ultimo bilancio firmato dall’ex governatore Ugo Rossi prevedeva stanziamenti per 24,5 milioni in tre anni. Il bilancio redatto dal governatore Maurizio Fugatti, che partecipò a diversi sit in davanti all’ospedale quando la Lega era all’opposizione, presenta per gli stessi anni 0 euro.
Lo nota e lo fa notare il consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle Filippo Degasperi, che ha spulciato le pagine del documento contabile e programmatico: «Per il rifacimento dell’Ospedale di Cavalese l’ultimo bilancio firmato dall’ex governatore Ugo Rossi prevedeva i seguenti stanziamenti: 2019, 1.950.000 euro; 2020, 10.000.000; 2021, 13.000.000».
«Poi - è la stilettata di Degasperi alla giunta Fugatti - sono arrivati quelli che vorrebbero far credere di curare le valli e il risultato è il seguente: 2019, zero euro; 2020, zero euro; 2021, zero euro; 2022, 100.000 euro». La differenza? «Un taglio netto pari a 24.850.000 euro».
«Evidentemente - nota il consigliere - l’ospedale di Cavalese va bene per i selfie. Quando però bisogna passare dalla campagna elettorale (ricordiamo gli ultimi fotoservizi dell’assessore Stefania Segnana che inaugurava la risonanza magnetica oggi in disarmo) ai fatti, i cittadini di Fiemme e Fassa possono attendere. Chissà quanto impiegheranno a capire di essere stati raggirati». Degasperi peraltro aveva già denunciato la sparizione dei fondi nell’ultima manovra di febbraio, ma lì per il 2021 figuravano ancora 7 milioni. Nell’assestamento di giugno poi erano stati annunciati 37 milioni. Ora, più niente.
Va ricordato che nel 2015 per l’ospedale era stato bandito un concorso per la progettazione che aveva visto vincente lo studio dell’architetto Ravegnani Morosini di Miliano: un’aggiudicazione che aveva resistito ai ricorsi della seconda classificata sia al Tar che al Consiglio di Stato. Allo Studio doveva andare quindi la progettazione definitiva ed esecutiva ma i calcoli fatti lo scorso anno per la realizzazione dell’opera avevano visto lievitare i costi di ben 15 milioni, passando così da un preventivo di 32 a uno di 46,6. La nuova giunta provinciale ha così deciso di non far proseguire il progetto allo Studio milanese e di acquisire il progetto preliminare, per rivederlo «al fine di effettuare ogni ulteriore valutazione di dettaglio sotto il profilo della programmazione e delle attuali esigenze sanitarie, nonché al fine di procedere alle ulteriori fasi di progettazione e realizzazione dell’opera, che dovranno essere oggetto di specifico approfondimento e riprogrammazione». Dagli stanziamenti ora in bilancio, il progetto evidentemente non sarà rivisto prima del 2022 (a questo fa pensare la cifra per altro minima di 100 mila euro) e quindi l’ospedale rischia di restare com’è ancora per molto tempo. Un congelamento dietro cui molti hanno visto in realtà una rinuncia: a paventarla erano stati l’ex assessore alle opere pubbliche Mauro Gilmozzi, che aveva avviato il bando nel 2015, il presidente della Comunità Giovanni Zanon, diversi sindaci.


FUGATTI: I SOLDI CI SARANNO, NEL 2022

“Il nostro impegno sull’ospedale di Cavalese è massimo”, è la replica del presidente Maurizio Fugatti, anche a nome dell’assessore alla salute Stefania Segnana, rispetto a quanto riportato oggi dalla stampa locale. “Nella manovra economico-finanziaria 2020 che abbiamo da poco presentato - prosegue il presidente - abbiamo stanziato 227 milioni nel settore delle opere sanitarie, con particolare attenzione non solo al nuovo ospedale del Trentino, ma all’ospedale di Cavalese”. E proprio per il presidio sanitario della val di Fiemme la cifra di programmazione è elevata: “Globalmente, in parte come limite di spesa in parte come conto capitale, c’è una previsione di spesa di circa 35 milioni e si prevede l’avvio dei lavori dal 2022, compatibilmente con le gare di appalto”.
E proprio qui sta forse il fraintendimento: “E’ evidente – conclude il presidente Fugatti – che stiamo parlando di interventi che si sviluppano su una programmazione pluriennale a partire dal 2022, proprio per questo gli importi di spesa sono programmati non ora, ma nel periodo in cui effettivamente i cantieri inizieranno, nel 2022 appunto”.

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