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Operaio precipita e muore

nel cantiere della «Felicetti»

di Molina di Fiemme

Dipendente rumeno di una ditta esterna che posava i pannelli in cemento

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foto POLO @ladige

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2 minuti 39 secondi

Gravissimo incidente poco fa a Molina di Fiemme: un operaio è deceduto dopo essere precipitato da una campata in cemento precompresso del tetto, per oltre 15 metri. Era al lavoro nel nuovo stabilimento del pastificio Felicetti. L'operaio - un rumeno di 64 anni  dipendente di una ditta esterna - era al lavoro per posare i grandi pannelli in cemento che compongono la copertura del tetto. A quanto pare, l'operaio era sul cestello agganciato al braccio telescopico di una gru, quando si sarebbe spezzata la fune d'acciaio che sollevava la campata in precompresso. Il contraccolpo avrebbe così sbalzato a terra l'operaio.

Sul posto - allertati dai compagni di lavoro - sono arrivati i mezzi di emergenza, con l'appoggio dell'elicottero dei Vigili del Fuoco decollato da Trento. Il medico rianimatore ha tentato di salvare la vita all'operaio, che però è deceduto poco dopo nonostante le cure.

Non sono ancora note le modalità esatte né le generalità. I Carabinieri e gli Ispettori del lavoro sono sul posto per i primi rilievi.


IN REGIONE MEDIA DOPPIA RISPETTO AL DATO NAZIONALE

Per la sicurezza sul lavoro, servono più controlli, maggiore formazione, azioni mirate sull’invecchiamento dei lavoratori, sulla prevenzione degli infortuni, soprattutto in itinere, e sui rischi connessi ai cambiamenti climatici. Il tema è emerso oggi a Trento in un confronto tra circa 200 rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Ris) organizzato da Cgil Cisl Uil del Trentino.

Il numero totale degli infortuni in Trentino è sostanzialmente stabile, è stato detto. In particolare si registra una leggera diminuzione nel comparto industria manifatturiera (660 casi, con un -1% sul 2018), e in quello agricolo (595 incidenti, -1% sul 2018) mentre è evidente un aumento nel settore edile (337 casi, +1,5%). I segmenti in cui si registrano i maggiori incrementi sono quelli legati agli infortuni in itinere, nel tragitto tra casa e lavoro soprattutto per le donne, e tra i lavoratori più anziani.

Il quadro regionale però è allarmante. «Mentre in Italia le morti sul lavoro diminuiscono, il Trentino Alto Adige fa registrare addirittura un incremento drammatico della mortalità rispetto allo scorso anno. Gli infortuni mortali della regione sono quasi triplicati, passando dai 9 del 2018 ai 25 del 2019». Lo rileva l’Osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre sulla base dei più recenti dati Inail.
Le elaborazioni statistiche relative ai primi nove mesi del 2019 non lasciano dubbi sulla tragicità di una situazione in cui si contano 21 vittime in occasione di lavoro e 4 in itinere. Due le donne che hanno perso la vita sul lavoro nel 2019.
«Questa è certamente una delle istantanee più sconfortanti del Paese nell’esplorazione dell’emergenza morti bianche», sottolinea l’ingegnere Mauro Rossato - Presidente dell’Osservatorio Vega Engineering.

Il Trentino Alto Adige è al terzo posto in Italia per incidenza della mortalità calcolata sulla popolazione lavorativa. Il valore rilevato in regione è «43», cioè quasi due volte quello della media nazionale (24). Ciò significa che il rischio di morire sul lavoro in Trentino Alto Adige è quasi doppio rispetto alla media del Paese.

Come se non bastassero queste maglie nere, poi, tra le vittime dei primi nove mesi del 2019 in Trentino Alto Adige, si contano anche 2 giovani tra i 15 e i 19 anni (9 in tutto il Paese) e 5 tra i 30 e i 34 anni (47 in Italia), osserva Rossato.


 LEGGI ANCHE: Il nuovo stabilimento per la Felicetti

 

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