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Manovra di soccorso riuscita

sulla telecabina del Cermis

Alla simulazione hanno partecipato 150 soccorritori

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Anche le forze di soccorso hanno dato il via libera all’apertura delle piste dell’Alpe Cermis. Lo scorso sabato il soccorso alpino delle stazioni di Fiemme, Moena e Centrofassa, i vigili del fuoco volontari e permanenti, la polizia e la guardia di finanza hanno messo in pratica il piano di evacuazione e di soccorso piste durante un’esercitazione che ha impegnato un centinaio di soccorritori. La simulazione prevedeva l’intervento per il fermo irreparabile di un impianto di risalita. Un evento, come ha affermato anche il comandante dei vigili del fuoco di Cavalese Roberto Marchi, molto raro che prevede un piano di evacuazione di emergenza e di messa in sicurezza che richiede l’intervento di una equipe di soccorso ben preparata.  Sabato 25 novembre l’impianto di risalita irreparabilmente danneggiato era la telecabina che da Dosso Larici porta ai 2000 metri dell’Alpe Cermis. Per l’esercitazione sono stati impegnati circa 150 manichini e figuranti, tutti portati in salvo dalle forze di soccorso. Gli operatori del soccorso alpino, della polizia, della guardia di finanza e dei vigili del fuoco sono stati fatti convergere in località Doss dei Larici a 1400 metri di quota dove è stato istituito il centro di coordinamento interforze. Da qui, con l’ausilio dei mezzi batti pista, motoslitte e gatti delle nevi il personale ha raggiunto le tratte di competenza assegnate e i sentieri di evacuazione per portare in salvo le persone che sono dapprima state calate e terra e successivamente accompagnate a valle. L’allarme è scattato alle 13 e ha impegnato i soccorritori fino alle 17. La simulazione ha permesso di valutare i tempi e di raccogliere parecchie informazioni utili ad ottimizzare il soccorso, dei quali si è discusso a operazioni concluse alla presenza dell’amministratore delegato Seeber e dei tecnici del consorzio Fiemme-Obereggen.  A simulazione terminata i soccorritori si sono riscaldati e rifocillati presso la «Baita Grana» gestita dalla famiglia Bonelli.

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