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Cavalese, cade sulla neve

Si fa risarcire dal Comune

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Il Comune di Cavalese deve risarcire ad una residente 42.171 euro (a cui si aggiungono 13.430 euro per le spese di giudizio) per una rovinosa caduta lungo una strada coperta di neve ghiacciata. Secondo il Tribunale di Trento l'amministrazione è responsabile per intero del grave infortunio - con frattura di una gamba e conseguente lunga malattia - a causa di una carente manutenzione della strada.

In sostanza non erano passati i mezzi spargi sabbia e spargi sale. «Il mancato corretto assolvimento dell'onere di custodia da parte del Comune - si legge nella sentenza del giudice Serena Alinari - ne determina la responsabilità dello stesso ente, in quanto il medesimo non ha nel caso in esame dimostrato di aver posto in essere tutta la normale attività di vigilanza e manutenzione sulla res in rilievo».

La manutenzione delle strade è un tasto dolente per tutte le amministrazioni: infortuni o incidenti dovuti a buche, fondo ghiacciato, asfalto rovinato possono esporre un comune a richieste risarcitorie anche pesanti. I mezzi sgombraneve, specie in caso di nevicate abbondanti, non possono arrivare ovunque subito. Ma questo, conferma anche questa sentenza, non basta ad "assolvere" l'amministrazione.

La vicenda merita di essere raccontata anche perché le cadute sulla neve in una provincia montuosa come il Trentino in inverno sono all'ordine del giorno. E le conseguenze possono essere pesanti sia per il malcapitato pedone, sia per le casse dell'amministrazione comunale. La caduta risale al 21 gennaio del 2012. La donna, che all'epoca aveva 61 anni, percorreva a piedi in discesa via Montebello a Cavalese. All'improvviso scivolò rovinosamente a terra «a causa del fondo stradale innevato e a causa in particolare della presenza di neve pressata dal transito veicolare».

Fatalità o colpa di una strada in pessime condizioni? La donna, difesa dall'avvocato Paolo Pontrelli, sosteneva che la responsabilità era da attribuire in toto al Comune di Cavalese. L'amministrazione, difesa dall'avvocato Maurizio Wegher, venne dunque citata in giudizio per una richiesta danni che parte attrice quantificò in 64 mila euro. Richiesta respinta dal Comune che contestava il nesso causale tra la caduta e i danni e negava la propria responsabilità affermando di aver «adottato tutte le misure idonee ad evitare il fatto dannoso».

Il giudice, però, ha dato ragione alla donna infortunata. «L'istruttoria - si legge in sentenza - ha provato la piena responsabilità dell'amministrazione convenuta». Determinanti sono state le deposizioni testimoniali. Una donna vide la poveretta scivolare e cadere a terra. Un teste raccontò che quel giorno «non si stava in piedi a causa della neve pressata e presente sulla strada e per l'assenza di sale e sabbia che posso ancora ricordare». Secondo il Tribunale «la riconducibilità del sinistro ad una carente manutenzione del tratto stradale in questione è quindi pienamente provata».

Alla donna non è stato addebitato neppure un concorso di colpa in quanto quel giorno indossava scarpe idonee. All'attrice dunque è stato riconosciuto il risarcimento per danno biologico e danno patrimoniale e il rimborso delle spese mediche. In totale riceverà oltre 42 mila euro.

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