Bloccato dal panico in cima all'Antelao (quota 3.264): recuperato con l'elicottero
Intervento del velivolo Falco con i team del Soccorso alpino e del Suem per riportare in sicurezza l'escursionista, un trentenne tedesco. Ieri, 25 agosto, diversi altre operazioni per mettere in salvo persone in difficoltà o ferite lungo i sentieri di Cadore, Ampezzano e Agordino
FOTOGALLERY Dolomiti Bellunesi, raffica di interventi di soccorso
Bloccato dal panico dopo aver raggiunto la vetta del monte Antelao, a 3.264 metri di quota, nelle Dolomiti Bellunesi, vallata del Cadore: un trentenne tedesco, spiega in una nota il Soccorso alpino locale, è rimasto bloccato vicino alla croce, incapace di riprendere la via per ritornare a valle.
Scattato l'allarme alle 15.20 di ieri, 25 agosto, è decollato l'elicottero Falco, che ha sbarcato attrezzatura ed equipe medica al rifugio Galassi, per poi salire sulla vetta. Calato con un verricello di 15 metri, il tecnico di elisoccorso ha assicurato l'uomo, poi issato a bordo. Scesi al Galassi, il trentenne è stato controllato dal medico e l'eliambulanza è rientrata.
"Quest'estate - spiega ancora il Soccorso alpino della provincia di Belluno - sono stati veramente numerosi i turisti stranieri sulle nostre montagne e tanti hanno avuto bisogno di aiuto. Anche oggi gli equipaggi di elisoccorso e le squadre a terra del Soccorso alpino e speleologico Veneto hanno risposto prontamente agli Sos lanciati da chi era in difficoltà.
Dolomiti Bellunesi, raffica di interventi per il Soccorso alpino e i velivoli del Suem
Le Dolomiti in questi ultimi due mesi registrano, specialmente in alcuni itinerari, un massiccia presenza di turisti, molti stranieri, non sempre adeguatamente attrezzati o allenati per percorsi d'alta quota. Nelle settimane scorse anche a livello nazionale sia Cai sia Soccorso alpino hanno richiamato ripetutamente l'attenzione sull'aumento delle situazioni, purtroppo anche tragiche, che hanno richiesto interventi di emergenza.
"Quest'estate sono stati veramente numerosi i turisti stranieri sulle nostre montagne e tanti hanno avuto bisogno di aiuto. Anche oggi gli equipaggi di elisoccorso e le squadre a terra del Soccorso alpino e speleologico Veneto hanno risposto prontamente agli Sos lanciati da chi era in difficoltà", scrive in un comunicato diffuso il 25 agosto il Soccorso alpino e speleologico veneto le cui foto, qui riportate,documentano alcuni interventi di questi giorni.
Salendo in mountain bike assieme al compagno e agli amici lungo la strada sterrata che corrisponde al sentiero 211 a Mietres, nel superare una canaletta in legno a terra una sessantenne di Bologna è scivolata, battendo con il busto e riportando un sospetto trauma toracico. Scattato l'allarme attorno a mezzogiorno, con le coordinate del punto Falco 1 si è avvicinato al luogo dell'incidente, guidato da due persone che facevano segnali dal basso arrivato nelle vicinanze.
Calati con 40 metri di verricello equipe medica e tecnico di elisoccorso, sono state prestate le prime cure alla donna, poi caricata in barella. Sul posto è sopraggiunta nel frattempo una squadra del Soccorso alpino di Cortina, sul cui fuoristrada è stata spostata l'infortunata per il trasporto fino al luogo di atterraggio dell'elicottero, in modo da evitare la possibile caduta di rami dai numerosi alberi secchi presenti, durante l'eventuale recupero con il verricello. Trasferita sull'eliambulanza, la donna è stata trasportata a Belluno.
Verso le 7.30 il Soccorso alpino di Agordo ha ricevuto l'attivazione da parte della Centrale operativa del 118, contattata da due ragazzi in difficoltà, poiché, dopo essere partiti dal Vazzoler in direzione del Carestiato, avevano perso il sentiero e non sapevano più dove si trovavano.
Abbandonato il sentiero numero 554, i due, un turista olandese di 22 anni e uno francese di 23, si erano abbassati di quota all'altezza del Col de l'Orsa verso la Val delle Laste, perdendo l'orientamento.
Non avendo indicazioni precise, una squadra di 4 tecnici è salita da Malga Framont, è andata alla loro ricerca e li ha individuati all'uscita della Val delle Laste. I soccorritori sono quindi rientrati con i due ragazzi percorrendo una traccia in discesa verso la Val Corpassa e aiutandoli nei tratti più impegnativi.
Mentre stavano scendendo, i volontari sono stati richiamati al rifugio Vazzoler: due escursionisti belgi di 22 e 21 anni erano stati colti da malessere e non erano più in grado di camminare. La squadra ha quindi recuperato anche questi due ragazzi. Tutti e quattro sono stati quindi accompagnati in fuoristrada ad Agordo, da dove si sono allontanati con i mezzi pubblici.
Falco 2 è invece volato al rifugio Vandelli, dove era arrivata un'escursionista romana di 46 anni, che si era fatta male a una caviglia durante la camminata di avvicinamento. La donna, che si trovava assieme al marito e ai due figli, è stata imbarcata e portata al Codivilla.
Due escursionisti tedeschi, entrambi ventenni, attraverso il proprio apparecchio Garmin, verso le 18.30 hanno lanciato un messaggio di allarme, con un breve testo - che diceva appunto che erano in due ed erano stanchi - e la posizione Gps, a circa 2.700 metri sulla ferrata Dibona al Cristallo. È quindi decollato Falco che li ha individuati, sbarcando con un verricello di 30 metri nelle vicinanze il tecnico di elisoccorso e il medico. In due rotazioni, i due ragazzi sono stati issati a bordo, per poi essere lasciati a Rio Gere, dove avevano la macchina".
Intervento ieri anche nel Vicentino: arrivato sulla parte alta della ferrata delle Anguane, nel tratto nero, difficile, un 25enne di Thien è caduto rimanendo appeso al cavo per l'imbrago. Avvisata la centrale del Suem 118 verso mezzogiorno, è stato attivato il Soccorso alpino di Arsiero, che ha inviato una squadra di 4 tecnici. I soccorritori hanno risalito l'itinerario attrezzato dal basso e raggiunto il ragazzo e l'amico con cui si trovava.
Dopo essere stato assicurato, l'escursionista è stato calato per una ventina di metri fino a una cengia erbosa. Non aveva fortunatamente riportato traumi ed è stato riaccompagnato assieme all'amico alla base del percorso. Una seconda squadra era pronta a intervenire per eventuale supporto.
[foto: Soccorso alpino e speleologico veneto]