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Kenya, distrutta da rogo doloso

la chiesa di padre Franco Cellana

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A due mesi di distanza dal pauroso incendio che ha devastato la cattedrale di Notre Dame di Parigi e lasciato il mondo intero con il fiato sospeso di fronte alla rovina di un gioiello unico d’arte, storia, cultura, oltre che di religione, un nuovo inferno ha distrutto, nei giorni scorsi, a migliaia di chilometri di distanza, un altro luogo di culto cristiano. Questa volta però, dietro le fiamme, l’ipotesi del dolo.

È successo a Samburu, nel distretto di Wamba, in Kenya, nella chiesa in cui fino a settembre 2015, cioè alla sua scomparsa, ha operato il missionario ledrense padre Franco Cellana, che proprio qui ha voluto esser sepolto. Una chiesa moderna e di dimensioni più contenute rispetto alla cattedrale parigina ma pur sempre un luogo di ritrovo e preghiera che, accomunato dalla sorte a Notre Dame, non ha trovato scampo dal rogo e lasciato la comunità di riferimento - già da quattro anni orfana del sacerdote della Consolata - priva di un fondamentale punto di riferimento.

Originario di Tiarno di Sopra, padre Franco Cellana è stato infatti uno dei più attivi missionari in Africa, dove ha operato per oltre 30 anni, soprattutto in Tanzania e Kenya, luoghi che molto ha amato e per i quali tanto si è speso, mosso sempre da un’incrollabile fede cristiana. Molti i progetti ideati e realizzati durante la permanenza, primo fra tutti l’ospedale per i poveri di Nairobi, vocato all’accoglienza dei malati delle baraccopoli e degli agglomerati fatiscenti della metropoli costruito grazie alla ferrea volontà del sacerdote ledrense poco distante proprio dalla chiesa di Samburu rovinata dall’incendio dell’altro giorno.

La notizia del rogo ha raggiunto in queste ore la valle e colpito, per la sua gravità, quanti ancora oggi ricordano con affetto la figura di padre Franco e la sua opera in Africa.

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