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Sentiero ad anello attorno al lago di Cavedine

Valorizzazione della sponda ovest

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La valorizzazione e messa in sicurezza del versante ovest del lago di Cavedine, creando una nuova rete sentieristica lungo la zona del Gaggio di Pietramurata: punta a tutto ciò il nuovo intervento di sistemazione forestale e sentieristica messo a punto tra Servizio foreste della Provincia, Comune di Dro e Cavedine, coinvolgendo alcune proprietà private e di Hydro Dolomiti Energia.

Se da tempo la sponda nord-est del lago di Cavedine (ampio bacino racchiuso tra l’abitato di Pietramurata, il biotopo delle Marocche e l’area del Gaggio) è molto frequentata da biker, escursionisti e appassionati della natura (è attiva anche una scuola di vela e windsurf), il nuovo accordo punta innanzitutto a sistemare la strada anti-incendio che costeggia l’intera costa sulla destra orografica del bacino, creando inoltre un sentiero e percorso ad anello attorno al lago, tale da valorizzare il suo aspetto paesaggistico e la varietà della vegetazione delle sponda lacustre.

«Un intervento il cui costo sarà sostenuto in gran parte dal Servizio forestale della Provincia e svolto da personale ed operai del distretto forestale (15 mila euro per materiali e 34 mila euro per mano d’opera) - spiega l’assessore droato Giovanni Ferrari - il Comune di Dro garantirà la sua compartecipazione (10 mila euro), così come quello di Cavedine (5 mila euro). Non solo verrà sistemata la strada forestale “Gaggio 2” ed eliminata la vegetazione ingombrante, ma sarà creato un percorso più pianeggiante che toccherà in alcuni punti la sponda del lago arricchito con muretti a secco, piazzole e staccionate-parapetti in legno».

Un’opera che, inserita nel bilancio 2018-20 del comune di Dro, potrebbe essere avviata entro l’estate una volta conclusa la fase progettuale ed ottenuti i necessari permessi. «Dopo gli interventi effettuati per ripristinare lo storico castagneto in Val Cisona, ed a aver sostituito molte piante di pino colpite da processionaria o bostrico con specie arboree più tipiche ed originarie della nostra zona (olivo o cipresso), si intende valorizzare alcuni angoli naturali di particolare pregio paesaggistico e naturalistico - conclude Ferrari - va in questa direzione anche il recupero e la messa in sicurezza della strada sul Monte Anglone che dal bivacco Crozolam porta vero l’abitato di Ceniga: luoghi ricchi di fascino, storia e aspetti naturali».

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