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Austria vietata agli italiani

ma i tedeschi potranno

passare per venire in vacanza

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Il cancelliere austriaco Kurz non intende riaprire il confine con l’Italia (mentre lo ha già fatto con Germania e Svizzera. Secondo Vienna, non siamo «un Paese sicuro» e le frontiere, per gli italiani, resteranno chiuse.

«In nessun caso apriremo i nostri confini a Paesi che non hanno ancora sotto controllo la situazione» dei contagi da coronavirus, ha fatto sapere il cancelliere austriaco Sebastian Kurz. Che ieri aveva definito «irresponsabile» un’eventuale riapertura con l’Italia in questo momento. Una posizione che ha suscitato la risposta del governo, affidata al ministro degli Affari europei: «Non è tempo di spot o proclami unilaterali - ha attaccato Enzo Amendola - ma di intenso lavoro per unire l’Europa».

Sono tensioni che certo non alleggeriscono il clima politico nel Vecchio continente, e proprio mentre si cerca una difficile quadratura del cerchio sulle risposte da dare alla crisi economica provocata dalla pandemia. Austria e Italia, vicine sulla carta geografica, sono distanti anni luce per quanto riguarda le ricette su come ricostruire sopra le macerie lasciate dai vari lockdown.

Vienna ha bocciato il tentativo di compromesso franco-tedesco sul Recovery fund e capeggia un drappello di alfieri del rigore che dicono no a qualsiasi forma di aiuti a fondo perduto. L’Italia spinge invece per ampliare ulteriormente la gittata del fondo che la Commissione europea dovrebbe varare il 27 maggio.

Il rapporto tra l’Italia e il giovanissimo cancelliere austriaco non è peraltro nuovo a frizioni di vario genere. Il suo primo governo, una coalizione con il partito di estrema destra Fpoe, aveva debuttato nel 2017 con la proposta - poi abortita - del doppio passaporto austriaco-italiano per i sudtirolesi. E in passato non sono mancate tensioni con Roma anche sui migranti. Vienna nel 2018 era arrivata a minacciare la chiusura dei confini meridionali per fermare i flussi dei cosiddetti ‘migranti secondarì, quelli registrati nei Paesi di arrivo e che poi si spostano altrove. Problemi che sembrano appartenere a un’era geologica fa: oggi sono gli stessi italiani che non possono andare in un altro Paese europeo.

Ma dopo una settimana di pressioni e polemiche, forse si è trovato il compromesso: sarà possibile per i turisti tedeschi transitare in Austria in un «corridoio turistico» per andare in vacanza in Italia (ma - a quanto si capisce - non viceversa). In Germania gli avvisi per i viaggi all’estero, i cosiddetti sconsigli, restano comunque in vigore fino al 14 giugno. Anche senza l'ok austriaco comunque, dal 3 giugno prossimo i turisti del nord Europa possono entrare in Italia, se attraversano il Tirolo senza mai fermarsi.

Il «corridoio» è sostanzialmente in vigore dall’inizio dell’emergenza coronavirus, quando i tedeschi con il lockdown hanno fatto rientro in Germania. Al Brennero le autorità austriache ci furono infatti controlli a campione per verificare che il serbatoio della macchina fosse sufficientemente pieno per percorrere i 120 chilometri che separano il valico italo-austriaco dal confine tedesco a Kufstein.

Gahr sottolinea invece che l’Italia non consente ancora agli altoatesini di visitare i parenti nel Tirolo austriaco (senza quarantena al rientro), mentre questo è già possibile dal Tirolo verso l’Alto Adige.

Il presidente Kompatscher parla di interessi contrastanti e cerca una soluzione europea: aprire le frontiere, ma se il contagio aumenta, richiudere. Intanto, però, guarda all'Italia e cerca un accordo con Roma e con le altre regioni affinché l'Italia dia garanzie di sicurezza agli stranieri che vogliano trascorrere le vacanze a sud del Brennero. 


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