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I separatisti dell'Heimatbund

«Con l'Italia non c'è futuro»

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«A quasi cent’anni dall’aggressione italiana diventa sempre più evidente che in questo Stato, che i tirolesi non hanno mai voluto e contro le cui mire espansionistiche hanno combattuto con tutte le loro forze, il Sudtirolo non ha futuro». Lo dice la Lega patria dei separatisti sudtirolesi Heimatbund, ricordando con l’affissione di manifesti in tutto l’Alto Adige l’anniversario della dichiarazione di guerra dell’Italia all’Impero austroungarico il 23 maggio 1915.

Ecco il testo dell'intervento dell'Obmann Roland Lang:

«Con l’affissione di manifesti in tutta la Provincia il “Südtiroler Heimatbund” ricorda la dichiarazione di guerra dell’Italia all’Impero austro-ungarico del 23 maggio 1915, seguita immediatamente dall’attacco al Tirolo. Questa aggressione, nata dallo spirito imperialistico della classe dominante dell’Italia, è costata la vita ad almeno 680.000 soldati italiani, mandati al macello contro ogni buon senso. Nonostante questi sacrifici inutili l’Italia non riuscì a conquistare neppure un metro quadrato di suolo tirolese.  L’entrata in guerra dell’Italia avvenne poco più di tre anni dopo la dichiarazione di guerra alla Turchia, con la quale l’Italia ruppe gli equlibri europei e provocò la Prima Guerra Mondiale, alla fine della quale si trovò dalla parte dei vincitori.  A quasi 100 anni dall’aggressione italiana diventa sempre più evidente, scrive l‘Heimatbund, che in questo Stato, che i Tirolesi non hanno mai voluto e contro le cui mire espansionistiche hanno combattuto con tutte le loro forze, il Sudtirolo non ha futuro».

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