La bella storia

Bolzano, la bici ritrovata e il sorriso di un bambino: il lieto fine grazie agli agenti della Polfer

Era stata ritrovata abbandonata nel sottopasso della stazione ferroviaria di Bolzano. La ricerca dei poliziotti si è spinta fino ai social per riuscire trovare il proprietario: indagine che è andata a buon fine. Il finale è un sorriso che vale più di mille parole

BOLZANO. Era lì, sola, nel sottopasso di accesso ai binari della stazione ferroviaria: una bicicletta da bambino, abbandonata e fuori posto, regolata in modo insolito per poter essere usata da un adulto. Un dettaglio che non è sfuggito a due giovani agenti della Polizia di Stato, in servizio presso la Sezione Polizia Ferroviaria di Bolzano. Da quel momento è iniziata una piccola storia, fatta di attenzione, ostinazione e umanità.
 

La bici, poi risultata rubata, è stata recuperata e custodita temporaneamente. I poliziotti hanno passato in rassegna le denunce presentate nelle settimane precedenti, cercando un nome, un riferimento, un indizio che potesse riportarla a casa. All’inizio senza successo. Ma arrendersi non era un’opzione.
 

Così la ricerca è proseguita anche fuori dagli uffici, tra i social network. Ed è lì che, dopo alcuni giorni, è comparsa la traccia giusta: una fotografia, lo stesso modello, lo stesso colore. L’aveva pubblicata una madre, con la speranza di ritrovare la bicicletta con cui il figlio andava ogni giorno a scuola. Una speranza che stava per trasformarsi in realtà.
 

Quando la bici è stata restituita al suo piccolo proprietario, un bambino di 10 anni, non sono servite parole. Il suo sorriso, lo sguardo pieno di felicità e incredulità, hanno raccontato tutto. In quel momento non è tornato solo un mezzo a due ruote, ma un pezzo di quotidianità, di libertà e di infanzia. Un lieto fine semplice e autentico, che dimostra come dietro una divisa ci siano persone capaci di andare oltre il dovere, per regalare – anche solo per un attimo – una grande gioia a un bambino.

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