Ambiente

Alto Adige "invaso" dalle nutrie: i cacciatori incaricati di abbatterle

Già 40 animali prelevati negli anni scorsi. Walcher: “Per il controllo delle specie invasive è fondamentale l'individuazione precoce”

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BOLZANO. "Per una gestione efficiente delle specie esotiche invasive, soprattutto della nutria, l'individuazione precoce gioca un ruolo fondamentale. Per questo motivo si fa molto affidamento sull'aiuto dei cittadini, in particolare dei cacciatori, dei pescatori e anche dei consorzi di bonifica". Lo afferma l'assessore provinciale all'agricoltura e foreste, Luis Walcher, sottolineando che qualsiasi "indizio che indichi una possibile presenza di una specie esotica invasiva deve essere segnalata immediatamente all'Ufficio gestione fauna selvatica".

Le nutrie sono state avvistate per la prima volta in Alto Adige nel 2006 e, da allora, continuano a diffondersi senza soluzione di continuità. Il roditore è stato già avvistato anche nella Val d'Adige tra Gargazzone e Salorno, anche se la maggiore espansione si concentra in pianura. "Nel 2016 - prosegue l'assessore - la nutria è stata inserita nell'elenco delle specie esotiche invasive d'importanza unionale nocive per l'ecosistema autoctono, gli stati membri dell'Ue sono stati incaricati di assumere misure per il contenimento. Questa classificazione è stata adottata prima a livello nazionale e poi nel Regolamento provinciale sulla caccia".

"L'Ufficio gestione fauna selvatica conduce una gestione efficiente per il controllo della popolazione di nutrie in Alto Adige e ha stabilito i casi particolari - sottolinea il direttore del Servizio forestale, Günther Unterthiner -. Con il decreto Omnibus numero 44 del 2025 è stato modificato l'articolo 29 della legge provinciale del 1987, che adesso prevede la possibilità di incaricare i titolari del diritto di esercizio venatorio, in possesso dei requisiti generali, dell'esecuzione delle misure di contenimento. Cacciatrici e cacciatori possono dunque regolare la specie invasiva nel proprio territorio. Su questa base negli scorsi anni è stato già possibile prelevare circa 40 animali".

L'Ufficio gestione fauna selvatica mette a disposizione dei comprensori, su richiesta, appositi dispositivi di cattura, mentre, per le guardie venatorie in servizio operanti nei territori con presenze accertate di nutria, a partire dall'inizio di quest'anno, viene organizzato un corso di formazione che comprende la gestione delle trappole, il colpo di abbattimento e la registrazione delle armi.

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