Si fingono una ragazza sui social per ingannare un disabile, poi lo rapinano: denunciati due minori
All’appuntamento con il disabile si sono presentati i due adolescenti, che lo hanno costretto a consegnare il portafogli con 350 euro, documenti e carta bancomat. Subito dopo lo hanno obbligato a effettuare acquisti in diversi negozi. Nei giorni successivi, i due hanno continuato a minacciare la vittima chiedendo 10.000 euro
NOVA PONENTE. Due minorenni sono stati denunciati dai carabinieri della Stazione di Nova Ponente, in collaborazione con la Sezione Operativa della Compagnia di Bolzano, per furto ed estorsione ai danni di una persona affetta da disabilità.
Secondo quanto ricostruito, i fatti risalgono al 24 ottobre, quando la vittima era stata contattata sui social da una ragazza poi risultata inesistente. All’appuntamento fissato in centro città si sono presentati invece i due adolescenti, che lo hanno costretto a consegnare il portafogli con 350 euro, documenti e carta bancomat. Subito dopo lo hanno obbligato a effettuare acquisti in diversi negozi.
Nei giorni successivi, i due hanno continuato a minacciare la vittima chiedendo 10.000 euro. L’attività investigativa dei carabinieri ha permesso di identificarli e deferirli in stato di libertà all’Autorità giudiziaria minorile, che ora procede insieme agli uffici operanti.
«Situazioni come queste dimostrano quanto sia fondamentale la tempestività e la determinazione nell’attività investigativa, anche quando coinvolgono minori», ha dichiarato il tenente colonnello Stefano Esposito Vangone, comandante della Compagnia carabinieri di Bolzano.
«Ringrazio i militari della Stazione di Nova Ponente e della Sezione Operativa per la sensibilità, lo spirito d’iniziativa e la professionalità dimostrata. L’impegno costante e la collaborazione tra pattuglie e unità investigative consentono di tutelare le persone più vulnerabili e di garantire l’efficacia dell’azione dell’Arma sul territorio», ha aggiunto il comandante.
L’intervento conferma l’attenzione costante dei carabinieri di Bolzano verso le fasce più fragili della popolazione e l’efficacia del coordinamento interno tra reparti nelle indagini.