Delitto / Il via libera

L’ultimo saluto a Laura e Peter, i coniugi uccisi dal figlio Benno: funerali il 18 giugno a Bolzano

L'accesso al duomo sarà consentito nel rispetto delle norme anti-Covid, mentre le telecamere non saranno ammesse durante la liturgia. Le due salme saranno poi cremate

A CONFERMA Genitori strangolati
LA CONFESSIONE "Sono stato io"
IL PROGETTO Benno voleva fuggire
LA SORELLA La lettera di Madè

BOLZANO. A oltre cinque mesi dalla loro morte, sono stati fissati i funerali di Laura Perselli e Peter Neumair, la coppia uccisa lo scorso 4 gennaio dal figlio Benno, poi reo confesso. La cerimonia è stata fissata in Duomo per

venerdì 18 giugno alle ore 11. L'accesso al duomo sarà consentito nel rispetto delle norme anti-Covid, mentre le telecamere non saranno ammesse durante la liturgia. Le due salme saranno poi cremate.
 

Disposta l’archiviazione per l’amica di Benno Neumair

La giudice per le indagini preliminari Carla Scheidle ha disposto l'archiviazione del procedimento a carico della quarantunenne amica di Benno Neumair, il bolzanino reo confesso dell'omicidio dei suoi genitori, Laura e Peter. Subito dopo aver commesso il duplice delitto e gettato i cadaveri nel fiume Adige, la sera del 4 gennaio, Benno andò ad Ora a trovare l'amica, con la quale aveva da poco allacciato una relazione, e trascorse la notte a casa sua.

Un giallo lungo 100 giorni: tutte le tappe della vicenda di Benno Neumair

Cento giorni. tanti ne sono passati da quella gelida serata del 4 gennaio in cui Laura Perselli, 68 anni, e il compagno Peter Neumair, 63, sparirono nel nulla. Ripercorriamo le tappe di questa tragica vicenda


Appena arrivato, Benno si fece una doccia e la donna decise di lavare i vestiti che lui aveva indossato, mettendoli in un armadio. Benno non le disse nulla dell'omicidio, e quindi lei all'epoca, ne era all'oscuro. Il 18 gennaio Benno venne poi indagato per omicidio e occultamento di cadavere, ed il giorno successivo i carabinieri del Ris fecero una perquisizione anche a casa dell'amica, chiedendo se lei avesse dei vestiti od altri oggetti di Benno: lei rispose di no, mentendo agli inquirenti, i quali l'avevano informata che Benno era indagato per omicidio e occultamento di cadavere.

Il 22 gennaio la donna, dopo essersi consultata con un avvocato, si presentò in Procura spiegando di avere, in realtà, i vestiti di Benno e li consegnò agli inquirenti. La donna disse di aver mentito in precedenza in quanto era molto spaventata dalla grave vicenda nella quale era rimasta, suo malgrado, improvvisamente coinvolta. L'amica venne comunque indagata per favoreggiamento, poiché aveva inizialmente mentito e, quindi, rischiato di eludere le indagini su un duplice omicidio. Su quei vestiti non sono poi state trovate macchie di sangue e lo stesso Benno ha spiegato che non si trattava degli indumenti indossati al momento dell'omicidio. Alcune settimane fa la Procura aveva chiesto l'archiviazione, che è stata ora accolta dalla giudice.

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