Oggi Benno Neumair davanti a giudice del Riesame. L'esperto di psichiatria: "Servirà una perizia approfondita"

Continueranno oggi e domani, condizioni meteo permettendo, le ricerche nell’Adige del corpo di Peter Neumair, l’uomo scomparso da Bolzano con la moglie lo scorso 4 gennaio. Sabato scorso, in un’ansa del fiume qualche centinaia di metri a nord del ponte di San Floriano, poco distante dall’abitato di Laghetti, nel comune di Egna, è stato trovato il corpo della moglie di Peter.

Si svolgerà nei prossimi giorni l’autopsia sul cadavere di Laura Perselli (a destra nella foto con la figlia), la donna di 68 anni che era scomparsa nel nulla lo scorso 4 gennaio assieme al compagno Peter Neumair. La Procura non ha ancora comunicato la data dell’esame autoptico, anche perché la difesa ha chiesto che venga eseguito in incidente probatorio.

Gli avvocati difensori di Benno Neumair, quindi, nomineranno un loro consulente per assistere all’autopsia, che sarà eseguita dal dottor Dario Raniero dell’Istituto di medicina legale di Verona.

La scomparsa dei genitori Peter Neumair e Laura Perselli risale allo scorso 4 gennaio Sul cadavere sarebbero presenti dei segni evidenti: non si può escludere che essi siano conseguenti a ferite mortali, forse anche da strangolamento, ma non si può escludere nemmeno l’ipotesi contraria, che siano stati cioè provocati accidentalmente dalla lunga permanenza del cadavere nel fiume.

Sarà comunque l’autopsia, che dovrebbe svolgersi entro giovedì, a chiarire le cause del decesso, dando un contributo decisivo alla soluzione del giallo.

Questo pomeriggio, alle 15 in tribunale a Bolzano, si svolgerà l’udienza al Tribunale del riesame.

Parla il professore di psichiatria forense Anche il professor Guglielmo Gulotta (già intervenuto a Bolzano ed in ambito nazionale per altri casi delicati), avvocato e professore di psichiatria forense, interviene sul giallo di Bolzano. «Sono al corrente che al momento tutti gli indizi convergono sul figlio Benno - dice - ma se io dovessi occuparmi del caso cercherei di ottenere una perizia psichiatrica basata sulle neuroscienze. A Como abbiamo ottenuto che ad una donna accusata di aver ucciso la sorella e di aver tentato di uccidere i propri genitori i giudici abbiano riconosciuto la semi infermità mentale, nonostante la Procura avesse chiesto la condanna all’ergastolo. Nel corso della perizia è infatti emerso che l’imputata nella parte frontale del suo cervello soffriva di anomalie che rendevano per lei difficile controllare delle pulsioni».

 

 

 

 

 

 

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