Rincari / Economia

Cresce il mercato della “casa smart”, risparmi di energia fino a 460 euro l'anno

Nonostante la crescita, spiega però la ricerca, tra i consumatori il nesso tra "risparmio energetico" e "tecnologia smart" non è ancora ampiamente noto

MILANO. Cresce il mercato della smart home in Italia, segna un +18% e vale 770 milioni di euro, posizionando il nostro paese al primo posto in Europa per tasso di crescita. Guidano il mercato caldaie, termostati e condizionatori connessi che possono ridurre del 23% i consumi di riscaldamento e del 20% quelli elettrici
 

Grazie ai dispositivi intelligenti è stato calcolato un risparmio energetico fino a 460 euro l'anno. Sono i risultati della ricerca sulla Smart Home dell'Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano.


Il rincaro del costo dell'energia - spiega lo studio - ha spinto il 91% degli italiani a porre maggiore attenzione al risparmio energetico in casa. E l'utilizzo dei dispositivi di smart home potrebbe contribuire a ridurre i consumi annuali di ben il 23% per il riscaldamento, del 20% per la componente elettrica.

Un risparmio che vale circa 330 euro l'anno per un bilocale di 70 mq, fino a 460 euro per un trilocale di 110 mq. Il mercato italiano della casa 'smart' è guidato da caldaie, termostati e condizionatori connessi per riscaldamento e climatizzazione (155 milioni di euro), seguito da soluzioni per la sicurezza (150 milioni di euro), elettrodomestici connessi (140 milioni) e da smart speaker (137 milioni), oltre a lampadine, casse audio, smart plug, dispositivi per gestire tende e tapparelle da remoto.
 

Nonostante la crescita, spiega però la ricerca, tra i consumatori il nesso tra "risparmio energetico" e "tecnologia smart" non è ancora ampiamente noto: gran parte degli italiani per risparmiare energia adotta comportamenti virtuosi (81%) o acquista dispositivi ed elettrodomestici che consumano meno (42%), mentre sono ancora pochi quelli che sfruttano gli oggetti smart per il monitoraggio dei consumi in tempo reale (17%), che gestiscono riscaldamento e raffreddamento (11%), ancora meno quelli che gestiscono sistemi di accumulo e autoproduzione da fonti rinnovabili (4%) o attivano servizi per ottimizzare i consumi (2%).

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