Italia / L'indagine

Webcam negli spogliatoi delle palestre, in piscine e abitazioni: sgominate bande di hacker che vendeva le immagini online

Attive in diverse regioni, le organizzazioni utilizzavano due gruppi social per proporre agli "abbonati" l'accesso a pagamento ai video di impianti di videosorveglianza

MILANO. Avvenivano in case e studi privati, ma anche negli spogliatoi di palestre e piscine, le intrusioni informatiche negli impianti di videosorveglianza scoperte dalla polizia che, nell'ambito di una operazione della polizia postale di Milano, ha disarticolato due gruppi criminali.

L'operazione con il coordinamento del Servizio polizia postale di Roma e della Procura della Repubblica di Milano, ha interessato 10 città su tutto il territorio nazionalee  gruppi criminali spiavano persone in tutta Italia: un sistema finalizzato alla violazione, mediante intrusioni informatiche, di impianti di videosorveglianza installati per lo più in abitazioni private, ma anche in spogliatoi di palestre, piscine e studi privati è stato disarticolato dalla polizia di Stato di Milano.

Le due distinte organizzazioni criminali che avevano in comune lo stesso obiettivo: violare i sistemi di videosorveglianza delle abitazioni private di cittadini inconsapevoli, o quelle, per esempio, dei camerini di grandi magazzini o degli spogliatoi di piscine e palestre.

Utilizzavano due gruppi social, uno 'premium', dove si potevano guardare immagini, anche di minori, che venivano condivise dagli amministratori, e un altro gruppo 'vip' dove - dopo aver ricevuto le credenziali per cifre irrisorie, circa 20 euro - ognuno poteva guardare 'in diretta' le immagini di una determinato impianto di videosorveglianza.

Spiavano per poi monetizzare attraverso transazioni in criptovalute e servendosi prima di quello che viene definito il 'facebook russo', ossia il social network VKontakte, per poi passare su Telegram.

In totale sono 11 gli indagati, con 10 perquisizioni in altrettante città italiane, da Ragusa in Sicilia fino a Treviso passando per Roma e Milano.
Una delle due organizzazioni criminali aveva l'obiettivo di investire proventi illeciti in strumentazioni tecnologiche sempre più sofisticate. Per l'altra invece sono state scoperte transizioni finanziarie in criptovalute da 50.000 euro.

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