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L'Itas pensa al ritorno dell'ex Birarelli
A 39 anni il campione potrebbe
chiudere nella città d'adozione

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La ripartenza. Per ora a ritmi bassi, verso l'inizio della preparazione in programma nella prima metà di luglio. Fra pesi e lavoro individuale si prosegue, da un lato per mantenere almeno un mantenimento della forma fisica e, dall'altra, per completare l'organico in quelle (poche) caselle ancora mancanti. Una ripartenza che, parola di Angelo Lorenzetti, potrà essere soprattutto sotto quella stella che rappresenta l'aspetto fondamentale della pallavolo.

Ovvero la squadra, il collettivo, colonna dell'unico sport nel quale per fare punto è obbligatorio passare la palla al compagno. «Fare squadra fa sempre la differenza, in qualunque situazione - ha commentato il tecnico marchigiano di Trentino Volley ai microfoni di Trentino Sviluppo - questo periodo di lontananza forzata deve essere visto come per fare squadra non si debba essere per forza vicini. Per dare consigli in una determinata situazione bisogna avere dell'esperienza, questo lungo break è stato un brutto pugno in faccia che ha trovato tutti senza esperienza di una cosa del genere. In queste circostanze un fattore importante è la fiducia. Perché quando tu prendi un pugno così forte inizi ad essere insicuro e cerchi intorno a te persone con cui relazionarti, a cui dare fiducia e dalle quali prendere fiducia».

Una domanda che accomuna un po' tantissimi ambiti, sport compreso, è: come si ripartirà? Quanto e cosa sarà ancora come prima della pandemia e quanto, ma soprattutto cosa, cambierà? «Una delle prime cose da fare secondo me è non dare per scontato il passato – prosegue Lorenzetti – ma di riuscire ad essere una persona in cui i miei giocatori ripongano una grande fiducia.

Questo periodo ha interrotto l'empatia che si era creata, si deve ripartire sviluppando un ascolto sincero ed attento». Rapporti, insomma, in primis da ricostruire, prima ancora di rinsaldare o costruire equilibri o situazioni di gioco. Riscoprire, insomma, il significato più vero e profondo. «Tutti sanno come facciamo le cose - conclude il tecnico della Trentino Volley - ma spesso non tutti capiscono il perché lo facciamo. In questo periodo di solitudine deve venire fuori il perché, perché tutto quello che faremo per ripartire sarà rivolto al bene supremo. Che è il bene della squadra, dell'azienda in cui lavoriamo». In vista della prossima stagione la società di via Trener ha rilanciato con forza le proprie ambizioni. Definito ormai l'intero sestetto e, con tutti loro, da Lucarelli a Kooy, da Abdel-Aziz a Podrascanin, fino a Rossini come libero, è stato trovato l'accordo sui futuri contratti.

Con il 21enne palleggiatore Lorenzo Sperotto ormai vicino a vestire il ruolo di vice Giannelli, all'appello mancano solamente il secondo opposto ed il terzo centrale. Si punterà su un giovane in entrambi i casi, anche se secondo alcune voci di "radio volley mercato" all'Itas sia stato offerto anche un grandissimo ed indimenticato ex come Emanuele Birarelli che a 39 anni chiuderebbe la sua carriera nella città in cui ha vinto tutto e nella quale, poi, dovrebbe rimanere comunque a vivere. In quello che sarebbe una specie di "scambio" lungo le rive dell'Adige visto che, a Verona, si racconta che Stoytchev accetterebbe volentieri in organico l'esperienza di Mitar Djuric come secondo opposto di Boyer (che si sta cercando di trattenere così come con Kaziyski, vicino a restare per due stagioni alla Blu Volley Verona). Una possibilità questa, però, ancora tutta da verificare. Per questi due ruoli, secondo opposto e terzo centrale, le maggiori probabilità sono sempre quelle di scegliere due atleti giovani e da coltivare.

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