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Goggia fa il bis, seconda

anche in discesa di Garmisch

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C'è una strepitosa Italia degli uomini e delle donne jet che colleziona risultati eccellenti e guarda con motivato ottimismo ai prossimi Mondiali svedesi di Aare. La guidano Sofia Goggia e Dominik Paris, entrambi di nuovo sul podio in una domenica di gloria per lo sci azzurro. La grande protagonista azzurra è stata però soprattutto l'olimpionica per la non banale ragione che a Garmisch in due giorni ha raccolto due splendidi podi provenendo da un fermo di quasi quattro mesi per la frattura di un malleolo. Rientrare, gareggiare ed essere subito al top succede solo ai grandi campioni. C'è stato infatti ancora un podio ,il 24/o in carriera, per la Goggia nella sua seconda gara di Garmisch. Seconda nel superG di sabato, Goggia in 21.37.71 è arrivata seconda anche nella discesa.   

Ha vinto l'austriaca Stephanie Venier, 26 anni al suo primo successo, in 1.37.46. Terza la tedesca Kira Weidle in 1.38.00. Per l'Italia c'è poi una bravissima Nadia Fanchini 6/a in 1.38.45. Ma oltre a questo per l'italia non e" stata una gara fortunata: è infatti rovinosamente caduta sull'unico vero salto della Kandahar la valtellinese Federica Sosio che è stata portata in ospedale in elicottero: frattura composta di tibia e perone della gamba sinistra: la ragazza 24 enne di Bormio verrà operata nelle prossime ore a Garmisch. Nello stesso salto Federica Brignone era a sua volta atterrata male e caduta come varie altre atlete: portata in ospedale, non sono tanti riscontarti danni. Il salto incriminato è quello cosiddetto della funivia che in quel punto passa sopra la pista. Già nelle prove era stata segnalata la sua pericolosità e il delegato Fis Atlee Skaardal aveva ordinato di limarlo. Ma i problemi sono continuati in gara, con varie interruzioni per tentare di migliorare la situazione. Tutto inutile sino alla caduta di Sosio: subito dopo la gara è stata chiusa anticipatamente per sin troppo evidenti ragioni di sicurezza.   

L'altro grande e positivo momento della giornata azzurra lo ha fatto a vivere ancora una volta a Kitzbuehel l'altoatesina Dominik Paris. Dopo la strepitosa vittoria di venerdì nella discesa sulla Streif, Domme in 1.13.17 è infatti tornato sul podio - il 28/o in carriera - con il 3/o posto nel superG. "Oggi ho un pò beccato sul piano. Ma sono comunque veloce e sto bene. Mi sento forte e quello che faccio funziona", ha commentato felice Paris. Ha vinto il tedesco Josef Ferstl in 1.13.07. Suo padre Sepp, anche lui velocista, aveva vinto due volte sulla Streif. Secondo si è piazzato a sorpresa in 1.13.15, il veterano francese Johann Clarey. Il francese - 38 anni, 1 metro e 91 di altezza, quattro podi e mai una vittoria - detiene il record di velocità in coppa del mondo: 161,9 km orari sulla Lauberhorn di Wengen nel 2013.   

Per l'Italia ci sono poi Christof Innerhofer 9/o, in 1.13.53 e Matteo Marsiglia 16/0 in 1.13.79. L'umidità ed un pò di innalzamento della temperatura hanno ammorbidito in alcuni tratti il fondo della Streif diventato più lento nei passaggi piu" filanti. La coppa del mondo uomini resta in Austria, a Schladming: martedì c'è il classico slalom notturno sulla pista Planai. La coppa del mondo donne passa in Slovenia, a Maribor: venerdì gigante e sabato slalom speciale, ultime gare prima dei Mondiali.

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