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La Ferrari in Messico

a caccia di rilancio:

«Vogliamo solo vincere»

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La Ferrari approda in Messico con un doppio obiettivo: reagire agli errori e ai colpi di sfortuna delle ultime gare, tornando a mettere a frutto le qualità della SF90 per conquistare una vittoria mai ottenuta sul circuito della capitale, dove dal 2015 hanno vinto solo Mercedes e Red Bull. E proprio la vettura affidata a Max Verstappen sembra al momento l’avversaria più titolata a sfidare le Rosse sui lunghi rettilineo del circuito «Fratelli Rodriguez», mentre il prossimo campione del mondo Lewis Hamilton si è già tirato fuori dalla mischia sottolineando che la netta superiorità del motore dei rivali mette automaticamente fuori gioco le Frecce d’argento. A dare voce alle ambizioni di Maranello è lo stesso team principal, Mattia Binotto: «Dopo due gare in cui avremmo potuto fare meglio, ci presentiamo in Messico con la voglia di portare a casa il massimo risultato. Cercheremo di conquistare la sesta pole position consecutiva per poi puntare alla vittoria».
Difficile essere più chiari di così, anche se le recenti delusioni invitano alla prudenza, legata anche alle particolarità di un circuito che pretende attenzioni particolari nel setting delle monoposto. «La pista è ricca di insidie, legate anche al fatto che si gareggia a oltre duemila metri, il che rende molto difficili la messa a punto dell’assetto e i settaggi della power unit - spiega Binotto - Poi ci sono curve di diverso genere ma anche lunghi rettilinei sui quali vengono sempre battuti i record di velocità massima. Il compromesso tra top speed e velocità in curva detterà le scelte di carico aerodinamico con le quali scenderemo in pista». Ottimista in vista del prossimo fine settimana si dice Sebastian Vettel, che ricorda come negli anni scorsi la Ferrari sia sempre stata competitiva in Messico «anche se - sottolinea - la Red Bull lo è stata di più. Siamo tuttavia fiduciosi di potercela giocare». Il circuito piace molto a Charles Leclerc, «per le caratteristiche che lo contraddistinguono, anche per via dei muretti che sono sempre molto vicini e a me come pilota piacciono parecchio».
Hamilton ha qualche speranza di laurearsi campione già domenica, anche se dovrà portare a casa 14 punti in più del compagno di squadra Valtteri Bottas, unico che sulla carta può ancora sperare nell’impossibile, visti i 64 punti di ritardo in classifica. Il britannico ha festeggiato il titolo in Messico per tre anni di fila dal 2016 in poi, ma in questa stagione la gara è stata anticipata nel calendario, rendendo più difficile un nuovo exploit.

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