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La tenacia di Michele Grieco,

ciclista paralimpico impegnato

nel giro del Trentino con l'Adige

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Un giro attraverso il Trentino, con sconfinamenti in Alto Adige, Veneto e Lombardia, per sensibilizzare il territorio sull’importanza di favorire la pratica sportiva anche da parte di chi deve affrontare un avversario in più: la disabilità. E allenarsi con l’obiettivo delle Paralimpiadi. È scattato il 21 agosto il viaggio in sella di Michele Grieco, ciclista del team Obiettivo3, il progetto voluto da Alex Zanardi, che lo porterà, da qui al 28 agosto, a mettersi alle spalle 946 km e 22.500 metri di dislivello.

Un’impresa che Michele affronterà con l’Adige al suo fianco: il quotidiano più letto in Trentino ha deciso di sostenere il sogno paralimpico di Michele, che affronterà il suo affascinante e severo percorso «vestito» con le insegne del quotidiano.

Michele «Ironleg» Grieco, 29 anni a dicembre, a 13 anni ha dovuto lottare contro un osteosarcoma, che l’aveva colpito al femore sinistro. Ha subito l’asportazione delle fasce muscolari del quadricipite e una protesi sostituisce ora il femore. Non può correre, ma sa come far «girare la gamba» in bicicletta. Grazie anche allo staff del team di Zanardi, ai quali ha potuto rivolgersi grazie alla moglie Sara, che lo aveva iscritto a sorpresa a un appuntamento di reclutamento atleti.

Partito dalla sede dell’Adige di via Missioni Africane, dove è stato salutato dal direttore Alberto Faustini e dal responsabile marketing di Athesia Christian Leoni ha prima a raggiunto Levico dopo aver affrontato le salite da Rovereto a Serrada, passo Sommo, passo Vezzena ed essere sceso dal Menador.

Il secondo giorno da Ischia di Pergine a Bellamonte, dopo aver affrontato Brocon, Gobbera e Rolle. «È stata una giornata bellissima» ha raccontato Michele Grieco. «Sono partito alle 6 e mezzo da Ischia di Pergine», racconta, «in pratica da casa mia. Sono sceso verso il lago di Caldonazzo: ho visto un’alba spettacolare! Al bicigrill di Levico ho incontrato Fausto Sottopietra, un altro paratleta». A Castelnuovo, Grieco e Sottopietra hanno incontrato Ettore, Aldo e Liliane. «A Grigno è iniziata la salita del Morello, fino a Castel Tesino, dove si sono uniti a noi Alessandro Busana e Thomas Trentin, miei compagni di squadra nel team Obiettivo3, e anche Alessandro, un atleta di Padova». La truppa ha raggiunto il passo Brocon e dopo una breve sosta è scesa verso Canal San Bovo.

La tappa successiva, al passo Valles, poi giù a Cencenighe Agordino, Caprile, quindi l’impegnativa salita verso il temuto Fedaia e infine la discesa verso Predazzo.

A seguire, l’altroieri, il Sellaronda con arrivo a Egna. Poi la Mendola, lo Stelvio e il Gavia, il Crocedomini, il Lago di Garda e il gran finale sul Baldo. Ma prima, a Passo Valles, ha trovato i genitori di Martin, «un ragazzo che 17 anni fa era in cura con me a Padova e purtroppo non ce l’ha fatta».

«A Cavalese - racconta - sono stato accolto dall’Apt». Poi via in moderata salita fino a passo Lugano e poi giù verso Egna, dove ad attendere il ciclista trentino c’era il sindaco. Non era ancora finita: Grieco ha pedalato per un’ultima manciata di chilometri fino a Caldaro: totale 140 chilometri.

Ieri la Mendola, poi la forcella di Brez, la val d’Ultimo, Merano e arrivo a Prato allo Stelvio. Sino ad ora Michele Grieco ha beneficiato dell’ammiraglia (cioè della moglie) che trasportava in auto il bagaglio.
Da domani il ciclista proseguirà in solitaria con una borsa che contiene il minimo (appena 3,2 chili!) per affrontare Gavia e Stelvio.

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