La Juve perde 2-1 con l'Udinese ed è costretta a rinviare la festa per lo scudetto

Niente scudetto annunciato per la Juventus, salvezza in tasca per l’Udinese: in un match che doveva essere senza storia, i friulani buttano il cuore oltre l’ostacolo e battono la capolista che si era già cucita tre quarti di tricolore sul petto nel primo tempo.

Tra l’incredulità generale, i bianconeri friulani vincono all’ultimo respiro e costringono la Juventus a rinviare la festa per il nono titolo di fila nella sfida casalinga contro la Samp di Ranieri.

Gotti incornicia la sua stagione con lo scalpo di prestigio della Vecchia Signora, che colleziona la quinta sconfitta in campionato, una in più dell’Inter, facendo suonare l’ennesimo campanello di allarme in vista della sfida di ritorno in Champions con il Lione.
Pronti, via e Ramsey finisce sul taccuino di Irrati per un intervento duro da tergo dopo soli 25 secondi. Da quel momento e per i primi 4 minuti la Juve si passa il pallone e osserva il piazzamento degli avversari che erigono un fortino di fronte a Musso. Una sorta di torello che gli avversari osservano più incuriositi che preoccupati.

Nella prima sortita offensiva l’Udinese rischia di andare in vantaggio: sul cross insidioso di Sema, Danilo fa autopalo con un intervento scomposto di testa con Szcnesny immobile.

Sull’altro fronte, Nuytinck non vuole essere da meno e su un disimpegno senza rischi, scarica maldestramente su Musso, che evita l’autorete di un soffio. Sul corner conseguente entra in scena Dybala, che dal limite costringe il portiere argentino dei friulani a volare per deviare sul fondo. Poco prima del cooling break è Ronaldo a impadronirsi della sfera: si libera appena fuori area e scarica una saetta che fa la barba al palo.
L’Udinese si difende con ordine, reclama un rigore per un presunto sandwich di Dybala e Ramsey su De Paul, ma capitola a tre minuti dall’intervallo. Cross che pare innocuo, la difesa respinge di testa: De Ligt, lasciato colpevolmente solo dagli attaccanti che non lo inseguono, ha il tempo di stoppare, avanzare e bruciare Musso con una conclusione angolata e potente. I padroni di casa accusano il colpo, si riversano in avanti e nei due minuti di recupero rischiano due volte di subire il raddoppio, prima con Ronaldo e poi con Dybala.
Parte forte l’Udinese nella ripresa: Nestorowski si trova a tu per tu con Szcesny e conclude debolmente tra le braccia del portiere polacco. Sul fronte opposto Ronaldo entra in area, appoggia su Dybala che cerca la conclusione di giustezza e spreca dal limite.
L’Udinese si scuote e al 6’ trova il pari con una splendida azione corale: cross pennellato di Sema e Nestorovski in tuffo di testa insacca in maniera perentoria. Sarri toglie Bernardeschi e Ramsey, impalpabili e si gioca la carta Douglas Costa, ma è l’Udinese a sprecare un contropiede con Sema che serve debolmente Okaka, anticipato da Szczesny in uscita bassa.

Entra anche Cuadrado e subito dopo Ronaldo trova la prima conclusione della ripresa (30’); la Juve forza i tempi, ma i tiri dal limite sono sempre fuori misura. (4 nell’arco di dieci minuti).

Il match si avvia alla conclusione con la frenesia degli ospiti alla ricerca del gol scudetto: in contropiede Fofana va via di forza, si beve la difesa della Juventus e insacca con la Dacia arena che esplode come se la salvezza fosse già matematica.

 

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