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La nuova vita di Klopp in quarantena

«Io, maestro della lavastoviglie»

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Così come nel resto del mondo, anche in Inghilterra è tempo di “lockdown” a causa della pandemia del Covid-19 e tanta gente si dedica a cose che finora, per mancanza di tempo, non facevano parte della routine quotidiana.

È il caso di Jurgen Klopp, allenatore del Liverpool campione d’Europa e del mondo in carica, che racconta al sito del club la sua vita da “recluso” in casa «dove faccio cose mai provate prima». Una di queste è «lavare i piatti, il mio attuale incarico, mi piace e sono diventato un maestro della lavastoviglie». Un’altra è cucinare: «Ho preparato le mie prime uova strapazzate, mia moglie Ulla non è rimasta particolarmente impressionata e non mi ha chiesto di rifarle». Ma la vera sfida è un’altra: «Ho 52 anni e ancora non mi so fare il nodo alla cravatta - racconta Klopp -. Ma nella settimana entrante mio figlio Dennis e io ci metteremo d’impegno e vi garantisco che fra sette giorni avrò imparato. Ci vorrà questo tempo - scherza - perché si tratta di un movimento che le mie mani proprio non sono abituate a fare».

Ma con i suoi giocatori sta mantenendo i contatti? «Non troppi, ma ho avuto un flash nei giorni scorsi - risponde -, e ho mandato loro un video della festa per la vittoria in Champions League, con il messaggio che “continua a essere così”.
Poi ho ricordato loro che abbiamo giocato delle gran belle partite, come quelle contro Barcellona, Manchester City, Leicester, Borussia Dortmund e Man United, e ho chiesto di postarmi i loro video preferiti. Molti di quelli arrivati sono quelli delle feste a bordo del bus dopo che avevamo vinto. Se la sono goduta e sperano di vivere presto un’altra giornata come quella».

Fra le nuove esperienze di Klopp c’è anche quella di seguire in tv serie televisive e film che prima non gli interessavano. «Non avevo mai visto i film con i supereroi della Marvel - rivela -, ora invece ho visto Ironman, che va bene per distrarsi un po’ senza pensare ad altro. Ma in genere mi piace seguire i film, però se sono divertenti ho il vizio di ridere ad alta voce e a volte succede che le persone vicino a me ne sono infastidite».

Il lockdown, visto che in Inghilterra si può andare a correre vicino casa, gli ha fatto riscoprire anche il gusto di essere “jogger”. «Ho smesso di giocare a 33 anni - racconta - , poi solo nei successivi sei mesi ho mantenuto l’abitudine di correre. Un anno fa ho ricominciato a farlo, sul tapis roulant: sentivo che mi faceva bene, ma era troppo noioso. Ora ho riprovato a farlo all’aria aperta, e mi piace: per fortuna qui ci permettono di uscire per fare un po’ di attività fisica, e ogni giorno sento che miglioro. Vivo in una bella zona, ed è un piacere correre qui intorno per un’ora: sento che se me lo impedissero, ne sentirei terribilmente la mancanza».

Infine la riscoperta degli amici dei tempi della scuola. «Distanza sociale è probabilmente la parola dell’anno - dice Klopp - ma sono sui social e ho ritrovato gente che no sentivo da tanto tempo. Tante volte, siccome amo ciò che faccio normalmente però mi porta via un sacco di tempo, su WhatsApp rispondo con degli “emoticon”. Adesso è diverso, e i miei amici sono sorpresi da quanto io sia attivo. Abbiamo creato un gruppo con i miei compagni di scuola, io non ho foto di quei tempi perché sono rimaste tutte a casa di mia madre, ma ho chiesto ad altri se ne avessero e me ne hanno mandate tantissime. Mi sono fattio un sacco di risate, e mi sono tornati in mente tanti bei ricordi». Segue foto di Klopp ragazzino con due amici e una birra in mano: «Sì, sono stati davvero bei tempi». Come quelli da allenatore vincente del Liverpool, verrebbe da aggiungere.

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