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La Juve taglia gli ingaggi

90 milioni di risparmio

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La Juventus precede tutti e detta la linea sull’idea del taglio agli stipendi dei tesserati. La società bianconera ha trovato un’intesa con i propri calciatori e con il tecnico Maurizio Sarri: se non si riprenderà a giocare a causa dell’emergenza sanitaria che ha fermato tutte le manifestazioni sportive nazionali ed europee, nessuno di loro percepirà più l’ingaggio sino a fine stagione, ovvero al 30 giugno, rinunciando di fatto a quattro mensilità a partire da marzo.

«Gli effetti economici e finanziari derivanti dall’intesa raggiunta - si legge nella nota pubblicata dalla Juventus - sono positivi per circa 90 milioni di euro sull’esercizio 2019/2020». Fermo restando la possibilità di negoziare «in buona fede eventuali integrazioni dei compensi» se si tornerà a giocare tra maggio e giugno, l’accordo raggiunto dalla Juventus è un passaggio importante a meno di 48 ore dalla call conference tra la Lega di Serie A e l’Associazione italiana calciatori.

Lunedì gli altri 19 club del massimo campionato metteranno sul tavolo dell’Aic l’idea di sospendere gli emolumenti fin quando non si tornerà a giocare, esattamente quanto concordato dalla Juventus con i propri calciatori. Un’idea già condivisa dalla Federcalcio: «Non possiamo far finta che il calcio non stia subendo danni economici - ha sottolineato il presidente Gabriele Gravina - Il tema del costo del lavoro va posto senza mortificare nessuno, ma ricorrendo a delle ipotesi di sospensione o riduzione degli stipendi». Sulla stessa linea si è posto anche il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin, pur rispettando l’autonomia decisionale delle singole società: «I contratti sono tra giocatori e club, ma di questa crisi tutti soffriremo le conseguenze. Non c’è spazio per gli egoismi - ha osservato il numero uno dell’Uefa - Vedremo quanta solidarietà c’è. Molti giocatori sono d’accordo».

Del resto il tema è caldo in tutta Europa: Bayern Monaco e Borussia Dortmund hanno trovato un’intesa con i giocatori, mentre in Spagna e Francia i club insistono per un taglio consistente degli ingaggi.

In attesa di capire la posizione dell’Aic dopo l’accordo trovato all’interno della Juventus, dall’Associazione allenatori è arrivata intanto una parziale apertura al dialogo: «Se dobbiamo sospendere gli stipendi per un mese, in attesa di capire se la stagione possa ripartire e soprattutto di quantificare i danni economici, noi diciamo ok, va bene - ha spiegato il presidente dell’Aiac Renzo Ulivieri - Ma ci si ferma qui: gli allenatori sono disposti a fare la loro parte in questa situazione di emergenza, ma vogliamo discutere sui numeri. Questa corsa ai tagli non ci garba, prima vanno fatti i conti delle perdite».

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