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Pinamonti trascinatore

nell'esordio col Genoa

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Dopo le (quasi) scontate vittorie di Juventus e Napoli, è la sconfitta del Milan a Udine a fare notizia nella prima giornata di serie A. Decisivo un colpo di testa di Becao al 28' della ripresa servito in area con un corner battuto da De Paul, appena entrato per Pussetto.

«Meglio incontrare il Milan subito che alla decima giornata», aveva affermato il tecnico Tudor nella conferenza stampa della vigilia pensando al tempo necessario al collega, alla prima stagione in rossonero, per trasmettere al meglio la sua idea di gioco alla squadra. È stato profetico. Se anche i rossoneri hanno avuto nel primo tempo le occasioni più nitide per passare in vantaggio, nell'arco dei 90' il campo ha dato ragione ai bianconeri.

Il giocatore copertina è però il trentino Andrea Pinamonti. All'esordio nella nuova squadra, dopo le 5 reti segnate nella scorsa stagione con il Frosinone, l'attaccante ha letteralmente trascinato il suo Genoa nella partita pareggiata all'Olimpico contro la Roma. Dopo il vantaggio giallorosso con Ünder, il bomber di Tassullo ha segnato il gol dell'1-1 con un gran sinistro sotto la traversa. Roma ancora avanti con Dzeko e Genoa che la riacciuffa ancora a grazie al "Pina" che si invola da solo in area, viene falciato da Juan Jesus procurando il rigore che viene trasformato da capitan Criscito. Nella ripresa la Roma si avvantaggia di nuovo con Kolarov e Genoa sul 3-3 grazie al compagno di reparto di Pinamonti, l'ivoriano Kouamè.

Per il resto parte forte la Lazio di Simone Inzaghi che, con una doppietta di Immobile, sbanca il «Luigi Ferraris» impartendo una severa lezione alla Sampdoria di Fabio Depaoli, il difensore di Sopramonte fermo per squalifica.

Brutto avvio per il Cagliari del mister trentino Rolando Maran, che perde in casa dal Brescia. La formazione di Eugenio Corini - ancora senza Balotelli - passa soltanto su rigore con Donnarumma ma domina in lungo e in largo.
L'Atalanta dimostra di non aver conquistato a casa un posto in Champions League. A Ferrara i ragazzi di mister Gasperini vanno sotto 2-0, in forza delle reti della coppia del gol estense Di Francesco-Petagna, ma reagiscono da campioni con il gol di Gosens e la doppietta di Muriel: finisce 2-3.Il Torino, dopo il brutto ko interno in Europa League, va in vantaggio grazie all'uno-due di un ritrovato Zaza, soffre ma incassa tre punti importanti in casa contro il Sassuolo cui non basta il gol dell'ex empolese "Ciccio" Caputo.

Finisce in pareggio al «Bentegodi» l'incontro tra Verona e Bologna ma, più quel che accade in campo, a fare notizia è il rientro in panchina di Mihajlovic (si veda in alto).

Intanto stasera alle 20.45 tocca ad Antonio Conte: a San Siro davanti a 60 mila spettatori, contro il Lecce, squadra che lo ha visto esordire con gli scarpini ai piedi a 16 anni, nascerà la sua Inter. Gli occhi fissi all'obiettivo, il vertice della classifica, e spodestare la Juventus da quel trono che lui stesso gli ha donato. Ci sarà da lavorare, ma la fatica non ha mai spaventato Conte. «Devo essere sincero - ammette alla vigilia - c'è un gap molto importante con Juventus e Napoli ma non vogliamo porci limiti. Solo il tempo potrà dire per cosa lotteremo. Dal canto nostro, se vogliamo fare qualcosa di straordinario, non dobbiamo solo lavorare bene ma meglio degli altri. La strada è in salita ma la rincorsa è iniziata, vedremo se sarà spedita o a step lenti verso la vetta». 

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