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L'ossigeno del Primiero

spinge il Verona

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Maurizio Setti cammina tra i tifosi all’esterno del campo di Mezzano. Fino a qualche mese fa questa scena era probabilmente impensabile. Certo, la pace tra il presidente e i butèi gialloblù non è stata ancora completamente sancita - degli adesivi apostrofano il patron con un poco gentile aggettivo - ma ci sono segnali di disgelo. Le fresche birre offerte a tutti domenica pomeriggio in occasione della prima uscita stagionale aiutano a calmare i bollenti spiriti. Sarà che il ricordo della magica notte del 2 giugno al Bentegodi è ancora davanti agli occhi dei tifosi gialloblù: il vantaggio firmato da Zaccagni, la prodezza di bomber Di Carmine e il contropiede solitario di Laribi che sigilla il 3 a 0 contro il Cittadella nella finale playoff e manda l’Hellas in paradiso. Dopo un anno comunque complicato, segnato da cadute e faticose risalite, svoltato solo nell’ultimo mese con l’arrivo in panchina “navigato” Alfredo Aglietti al posto dell’eroe di Germania 2006 Fabio Grosso, Verona ritrova la A.

L’entusiasmo nel ritiro di Primiero - la squadra svolge gli allenamenti sul bellissimo campo di Mezzano e alloggia all’Hotel Luis di Fiera di Primiero, mentre sul sintetico di Imer sono in corso gli Hellas Summer Camp - è tornato (quasi) ai livelli di due anni fa.

Era l’estate di un altro ritorno in Serie A e dell’acquisto di Antonio Cassano, la prima volta del Verona a Primiero, e i tifosi gialloblù invasero la località. L’anno scorso invece, dopo un’annata orribile dal punto di vista sportivo, furono poche le presenze dei tifosi ai piedi delle Pale di San Martino. Quello iniziato la scorsa settimana è il terzo precampionato svolto dall’Hellas nella valle del Cismòn. Dopo un inizio abbastanza tranquillo, nel weekend sono giunti in massa i supporter provenienti da Verona e dintorni. Molti erano anche i tifosi provenienti dal Trentino, dove storicamente l’Hellas riscuote parecchi consensi.
La prima amichevole del precampionato contro il Primiero (12 a 0, 4 gol di Pazzini) ha visto le tribune del campo di Mezzano colme di sostenitori: più di 800 i biglietti venduti. Gli spettatori hanno assistito curiosi alla «prima» del nuovo allenatore Ivan Juric, condottiero di una squadra che parte con l’obiettivo della salvezza.

Fin dai primi allenamenti l’ex Genoa ha utilizzato spesso la palla tra azioni d’attacco, tiri e le partitelle. Il diktat del mister è quello di fare un giro palla veloce e di ricercare con continuità le verticalizzazioni per gli “arieti” Pazzini e Di Carmine. Molta anche la corsa e i classici test fisici di inizio stagione.

Il sistema di gioco che adotterà il Verona nella stagione 2019-2020? «I moduli contano poco» sentenzia il croato, anche se sappiamo che l’ex centrocampista fa giocare le sue squadre con il 3-4-3, adottato dal suo «maestro» Gasperini che lo allenò per sette stagioni con la maglia del Crotone prima e del Genoa poi. Il ritiro del Verona fa felici anche gli operatori turistici del posto. Sabato e domenica scorsa si è registrato il tutto esaurito negli alberghi e nei ristoranti locali, grazie anche alla presenza di altre importanti manifestazioni sul territorio. Un binomio, quello tra Primiero ed Hellas, che potrebbe proseguire anche in futuro. Sono infatti già in corso le trattative per prolungare il contratto tra la località e la squadra gialloblù, pronta a tornare ad allenarsi in uno scenario da favola.

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