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L'addio di Craft: forse a Belgrado

l'ultimo match con Trento

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Una doppia doppia da 14 punti e 10 assist, con 5 palle rubate e la solita leadership. Era solo un mese e 2 giorni fa quando Aaron Craft completò la sua ennesima grande prestazione con la maglia della Dolomiti Energia, nonostante la sconfitta alla Stark Arena di Belgrado. Malgrado una situazione già allora difficile, nessuno ancora pensava quella poteva essere l’ultima esibizione del Generale con la maglia bianconera numero 4.
Da una settimana Aaron Craft ha riportato la famiglia a casa, in Ohio, in attesa degli eventi. Da un lato la voglia di tornare a Trento, chiudere la stagione e salutare come si deve quella che per tre anni è stata la sua seconda casa; dall’altra la consapevolezza che, ogni giorno che passa, si allontana la possibilità di chiudere il campionato. In ogni caso l’ultimo che Craft avrebbe giocato nella sua carriera di atleta professionista, visto che il prossimo settembre comincerà la Scuola di medicina ad Ohio State. Curioso, ma forse non casuale, che il protagonista di tante imprese sportive trentine abbia deciso di intraprendere la stessa strada di quelli che ora - loro malgrado - si stanno trasformando in eroi dell’emergenza. Grazie alla preziosa collaborazione del media director di Aquila Basket Marcello Oberosler, abbiamo raggiunto Craft nella sua casa di Findlay.

«Tornare negli Usa è stato abbastanza complicato - spiega -.Abbiamo preso un treno per Roma, passando anche un checkpoint di controllo il venerdì, poi il sabato mattina avevamo il volo verso l’aeroporto JFK di New York. C’erano pochissime persone sul nostro aereo, c’era molto spazio in più e questo ci ha aiutato a essere più comodi trasportando anche Owen, il nostro piccolo di un anno. Arrivati a New York poi abbiamo preso un altro volo verso Detroit. Comprese noi, a bordo c’erano nove persone».

«La situazione qui è molto simile a quella che stavamo già vivendo in Italia, con la differenza che si può uscire di casa e andare in giro pur dovendo sempre mantenere una giusta distanza fra le persone. I parchi sono aperti, ci si può muovere, ma c’è comunque pochissima gente per le strade, in molti scelgono di restare in casa» continua.

Craft sa che molto probabilmente quella di Belgrado è stata l’ultima partita da giocatore professionista. «Potrebbe essere così. Cerco di non pensarci troppo. Ora come ora sto provando a rimanere concentrato e pronto per un’eventuale ripartenza, se e quando ci sarà la possibilità di far ripartire la stagione. Voglio avere la testa pronta a viverla al massimo».

Comunque vada, ritornerà almeno un'ultima volta a Trento, città che l'ha eletto suo paladino. «Spero proprio di sì, se non altro per salutare e rivedere gli amici e i nostri tifosi».

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