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Identificato il corpo di Bryant

polemiche per il volo in elicottero

in condizioni meteo "estreme"

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Solo le impronte digitali hanno permesso di identificare ufficialmente Kobe Bryant, l’ex star dell’Nba che ha perso tragicamente la vita domenica scorsa nell’incidente in elicottero insieme alla figlia Gianna Maria e ad altre sette persone. Dopo un lungo lavoro l’ufficio del medico legale della contea di Los Angeles ha comunicato di aver riconosciuto i resti del campione, oltre a quelli di due uomini e una donna: John Altobelli (il 56 enne allenatore di baseball deceduto con la moglie Keri e la figlia Alyssa), il pilota Ara Zobayan, 50 anni, e Sarah Chester, 46 anni. Rimangono da identificare le altre vittime, tra cui la tredicenne Gianna.

Ed è per le tre figlie rimaste - Natalia Diamante, Bianca Bella e Capri - che cerca di andare avanti la moglie di Kobe, Vanessa. La 37enne non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche, ma sono alcuni amici di famiglia a raccontare alla rivista People la sua disperazione. «Non riesce a finire una frase senza piangere, ma sta lavorando molto duramente per mantenere il controllo per le ragazze. Ora deve essere lei quella forte», spiega una fonte: è «devastata». Vanessa è circondata da «un buon sistema di supporto, da persone che la amano e amavano Kobe», ma «non puoi mai essere preparata ad una cosa del genere». La coppia era sposata dal 2001, quando lei aveva solo 18 anni e lui 22. «Nonostante gli alti e bassi erano anime gemelle. Per lei era il compagno della vita», precisa la fonte: «è un momento estremamente difficile per Vanessa e per tutta la famiglia».

Secondo il sito Tmz non è stata presa ancora nessuna decisione sul funerale del cestista, mentre sono in corso discussioni sulla cerimonia pubblica in suo ricordo, che potrebbe tenersi nelle prossime settimane o mesi al maxi-stadio Los Angeles Memorial Coliseum perchè lo Staples Center, la casa dei Lakers, non è abbastanza grande. Lo Staples Center ospita infatti solo 20 mila persone, mentre il Coliseum ha una capienza di 80 mila, senza contare i parchi circostanti. Visto l’enorme tributo che gli è stato riservato finora - scrive Tmz - sembra l’opzione più logica. Tra gli ultimi ricordi del campione c’è quello dell’ex compagno di squadra Shaquille ÒNeal: «non sentivo un dolore così forte da un pò - dice - se ne è andato il migliore Lakers del mondo».

Intanto continuano le indagini sulle cause dello schianto. La National Transportation Safety Board ha fatto sapere che l’elicottero su cui viaggiava Kobe non era dotato del sistema di avviso e rappresentazione sul terreno (Taws), che avrebbe potuto fornire al pilota informazioni fondamentali sull’area montuosa dove il mezzo si è schiantato. Gli esperti del settore hanno spiegato che il sistema può inviare un segnale acustico di avvertimento almeno dieci secondi prima di una potenziale collisione con il terreno.

In volo nonostante le condizioni meteo “estreme” per la fitta nebbia. L’elicottero che si è schiantato causando la morte della star della Nba Kobe Bryant, della figlia Gianna e altre sette persone, stando alle comunicazioni finali del pilota indicano, secondo gli investigatori, che stava salendo di quota per evitare lo strato di nubi. La fitta nebbia, che aveva indotto il dipartimento di polizia di Los Angeles a lasciare a terra i suoi elicotteri, è indicata come una delle possibili cause della tragedia. Kobe Bryant e la moglie Vanessa avevano un patto: non avrebbero mai volato insieme su un elicottero.

Le comunicazioni finali del pilota dell’elicottero schiantatosi causando la morte della star Nba Kobe Bryant e di altre otto persone indicano che stava salendo di quota per evitare lo strato di nubi. Lo riferiscono gli investigatori, aggiungendo che lo schianto ha lasciato una scena devastante.
Il pilota aveva chiesto una autorizzazione speciale a volare nella fitta nebbia pochi minuti prima dello schianto ed era ad un’altezza di 427 metri. Poi aveva richiesto ai controllori di volo di fornire un collaboratore che seguisse il volo ma gli era stato detto che l’elicottero volava troppo basso. Circa quattro minuti dopo, il pilota ha informato che stava salendo per evitare uno strato di nubi. Quando gli è stato chiesto cosa intendeva fare, non c’è stata risposta.

I dati del radar indicano che l’elicottero era salito a 701 metri e poi ha cominciato a precipitare verso sinistra.

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