Salta al contenuto principale

Aquila Basket: Ale Gentile

a Trento sente il sostegno di tutti

«Prometto che daremo il 100%»

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
4 minuti 25 secondi

Ha giocato solo due partite. Una a Reggio Emilia (11 punti) partendo da sesto uomo e contribuendo alla vittoria contro l’ex coach di Trento, l’altra martedì sera in Eurocup (9 punti) dove il Galatasaray ha gestito un successo di tutto rispetto. Lui, Alessandro Gentile, è comunque la grande novità di questa stagione della Dolomiti Energia. Ha superato di una leggera lunghezza l’arrivo del nuovo tecnico Nicola Brienza. Questo per dire che tutto l’ambiente si aspetta grandi traguardi da loro.

Gentile è il giocatore atteso al salto di qualità. Per lui e per la squadra. Ha trionfato nei sette anni di Milano con 2 scudetti, una Supercoppa e una Coppa Italia, ha vinto un campionato israeliano con l’Hapoel Gerusalemme, ha conquistato una coppa di Grecia con il Panathinaikos. In Nazionale A per 81 volte, nelle nazionali giovanili per 63 volte.

Alessandro, come sta procedendo l’ambientamento nella città di Trento e nella squadra dell’Aquila?

«Il mio ambientamento qui a Trento sta procedendo molto bene: i miei compagni e lo staff mi stanno aiutando ad inserirmi al meglio nella squadra e sento molto sostegno anche da parte di tutto il resto del club e della città. Sono contento, tutto procede bene e ci sono i presupposti per continuare a crescere e migliorare».

Finora coach Brienza l’ha utilizzata da prezioso sesto uomo, sia a Reggio Emilia che in Eurocup. Quanto ancora è il suo potenziale di crescita?

«Il potenziale di crescita, della squadra e mio, è ancora tanto. Siamo un gruppo - spiega Gentile - con tanti giocatori esordienti nel campionato italiano e in EuroCup, l’impatto con questo tipo di competizioni non è mai facile. Però lo ripeto, abbiamo tutto per migliorare e sia dal punto di vista individuale che di squadra sono certo che avanzeremo a ritmo spedito nel nostro processo di crescita».

Contro i turchi siete stati per due volte a due triple dal pareggio nell’ultimo quarto, ed anche a men 2, suo apporto in incursioni sotto canestro è stato importante. Sarà duro il cammino in Europa?

«Credo che la sconfitta di martedì sera ci abbia insegnato che non possiamo permetterci di iniziare le partite in modo così soft (20-7 per i rivali, ndr): allo stesso tempo però ci ha dato convinzione nei nostri mezzi e la sensazione che se mettiamo in campo le nostre armi e la nostra pallacanestro possiamo giocarcela con tutti, anche con il Galatasaray che pure può contare su un roster attrezzato per arrivare in fondo alla competizione».

Qual è il livello della nostra serie A. Trento ha fatto un grosso sforzo per ingaggiarla, quindi si presuppone che il traguardo minimo siano i playoff…

«Il livello della serie A penso sia cresciuto ancora, soprattutto per gli investimenti importati dei top team, ma è davvero troppo presto per fare un bilancio e poter pensare a graduatorie o ranking, sia per quanto riguarda noi che per gli altri».

A Reggio Emilia il presidente l’ha abbracciata, si sta quindi instaurando quel feeling che ha fatto della Dolomiti Energia una delle piazze più importanti a livello italiano. Lei ha scelto con oculatezza, qui dove non si molla mai.

«Trento in questi anni si è contraddistinta per serietà, risultati, professionalità, capacità di creare e portare avanti con coerenza un progetto tecnico e societario. Questo è il motivo principale che mi ha indotto a scegliere l’Aquila: è una società ambiziosa che punta in alto e che vuole crescere giorno dopo giorno, anno dopo anno. Io in questo progetto ci credo, il contratto biennale che ho firmato rappresenta anche la mia voglia di mettermi in gioco per fare assieme a questo club grandi cose in Italia e in Europa».

Sabato prossimo la sfida con il suo amico Pozzecco, vice campione d’Italia, e con suo fratello Stefano, che a Trento giocò in B1 nel 2010 con coach lo “zio” Esposito. Sarà uno scontro che già darà indicazioni importanti?

«La sfida contro Sassari sarà dura ma affascinante, perché affrontiamo una squadra in salute, che gioca bene, che arriva alla partita di Trento di sabato sera (ore 20.30) con grande entusiasmo dopo aver chiuso alla grande la scorsa stagione sfiorando lo scudetto e dopo aver aperto questa con il successo in Supercoppa e due vittorie nette in serie A. Giocare contro di loro sarà un bel test, sono un’avversaria di alto livello e per batterla avremo bisogno di una grande prestazione di squadra».

Naturalmente la Nazionale resta un obiettivo sempre importante. In Cina avete perso dai futuri campioni del mondo della Spagna. È dal 2004 ad Atene che non vinciamo più una medaglia e sì che sono passati fior di coach del calibro di Messina e Pianigiani, ora c’è Sacchetti. È anche il problema dell’Nba che frena tre nostri big o c’è dell’altro? Ci resta ora solo un torneo preolimpico e c’è anche la Serbia.

«Di certo c’è grande dispiacere perché nelle mie esperienze in azzurro abbiamo sempre avuto un gruppo competitivo, che ha dimostrato con continuità di potersela giocare con le grandi squadre internazionali, ma che non ha mai raccolto un risultato importante perché ci è sempre mancato qualcosa».

Infine cosa promette Ale Gentile ai tifosi di Trento?

«Ai tifosi di Trento posso promettere che daremo sempre il 100% in campo in ogni partita di ogni competizione: lo abbiamo dimostrato anche l’altra sera in EuroCup, siamo una squadra che non mollerà mai, non importa contro chi o su che campo».

L'utilizzo della piattaforma dei commenti prevede l'invio di alcune informazioni al fornitore del servizio DISQUS. Utilizzare il form equivale ad acconsentire al trattamento dei dati tramite azione positiva. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy Policy