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Supplementare fatale con Milano

Aquila, playoff ancora lontani

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L’ultimo tiro di Marble smorzatosi sul ferro ha premiato Milano, condannando l’Aquila alla sconfitta e al passo indietro di tre posizioni in classifica. La legge dello sport è dura, ma va rispettata. Nonostante una grande rimonta la Dolomiti Energia è uscita battuta dopo un overtime nell’ultima partita casalinga di regular season, compromettendo parecchio le sue chance playoff.

La speranza, però, non è cancellata: vincendo domenica a Brindisi (ma con il necessario aiuto di qualche risultato utile su altri campi) la Dolomiti Energia può ancora acciuffare uno dei posti utili per entrare nel tabellone che assegnerà lo scudetto. La prima chance l’ha sprecata ieri, subendo un fortissimo avvio dell’Armani (senza Nunnally) nel primo quarto, dovendo così inseguire per tutto il match. La rimonta è arrivata proprio al 40’, non così la vittoria, sfumata nel supplementare.
Ma chi l’avrebbe detto dopo 10’ di poter raccontare una partita così ricca di pathos e intensità!

La stoppata di Pascolo su James che lancia il contropiede con schiacciata di Marble è l’unico momento del primo quarto in cui può esaltarsi il pubblico trentino, che per il resto è costretto ad assistere ammutolito all’inizio lanciatissimo di Milano (2-11): il 3/11 da 2 e l’1/6 da tre del primo quarto, con sei palle perse in 5 minuti sono la più cinica testimonianza della fatica che fa l’Aquila in attacco. In difesa i bianconeri si limitano a cercare di contenere il talento biancorosso più che non ad aggredirlo. Così l’Olimpia – che quando va in difficoltà si rifugia nei tiri da 3 di James e Jerrells - vola sul +15 (4-19) al 6’, e poi al +16 della prima sirena (11-27).

Jovavonic è l’ispiratore di un mini-recupero (5-0) ad inizio del secondo quarto anche se sulla difesa del pick’n roll il lungo serbo offre autostrade a Tarczewski. Con la “second unit” in campo (Forray su tutti) la Dolomiti Energia comincia a recuperare. Trento trova fiducia nei propri mezzi e grazie ad un gioco da tre punti di Beto sale fino a -8 (25-33). Pianigiani è costretto a rimettere in campo James per riprendere un po’ di margine (30-43) all’intervallo.

Quello che però il coach milanese non calcola è che dopo un inizio sbandato, l’Aquila sta cominciando a svegliarsi. L’avvio di terzo lo conferma. Facendo leva su una ritrovata aggressività in difesa, sulla grinta del suo capitano e di un Marble destatosi dal torpore iniziale, l’Aquila ritrova il -5 a 25’ (40- 45).  Pianigiani non ci capisce nulla: Milano segna 4 punti in 8 minuti. Con i canestri di Beto e Craft (46-47) la partita è riaperta, perché sotto pressione anche James non è più l’infallibile cecchino del primo tempo. Il parziale del quarto dice 17-6 per l’Aquila.

Il quarto periodo è un nuovo match nel match. Le triple di Kuzminskas e Micov rilanciano l’Olimpia, la difesa e le invenzioni di Craft e Beto tengono su Trento. Pur non mettendo in mostra chissà quali letture in attacco, l’Aquila rimane aggrappata alla partita. Sotto di 5 a un minuto dalla fine, la tripla di Beto e la penetrazione al ferro di Craft coronano la lunga rimonta trentina a 23” dalla fine (66-66) . Milano (che ha perso James per un problema al ginocchio) si incarta sull’ultimo possesso e si va all’overtime.

La tripla di Forray regala il primo vantaggio a Trento, mentre quella di Jerrells dà il +2 Milano. Su una contesta rimessa a proprio favore, l’Olimpia trova il +4 ad un minuto dalla fine. L’Aquila non si dà per vinta nonostante i canestri di Tarczewski e Cinciarini. Forray e Marble la tengono in vita fino all’ultimo. All’ultimo tiro, che però non entra. Ma se si gioca così pensare di vincere a Brindisi non è utopia. Proprio no.

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