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Mvt - Il campione trentino di tutti i tempi
Quarto di finale Bettega vs Scartezzini
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Scatta l'ultima sfida dei quarti di finale nel sondaggio per incoronare il campione trentino di tutti i tempi. Si prosegue oggi con il duello tra il pilota di automobilismo Attilio Bettega e il siepista Mariano Scartezzini, che si giocano un posto in semifinale.

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Due figli del Trentino che si rimboccava le maniche dopo la fine della guerra, entrambi nati agli inizi degli anni Cinquanta. Due storie che hanno molti tratti in comune quelle di Attilio Bettega e Mariano Scartezzini, sfidanti nell’ultimo quarto di finale del concorso Mvt - “Most valuable trentino”, ideato in queste settimane di “quarantena dello sport” per tenere alto l’interesse dei lettori sui campioni che hanno fatto sognare i trentini con le loro imprese e ricordare volti e gesta che - altimenti fagocitati dal rincorrersi di eventi e di cronache - rischiavano di finire dimenticati.

Come, appunto, Bettega e Scartezzini, due ragazzi che sul finire degli anni Settanta e i primi anni Ottanta hanno saputo regalare emozioni e far conoscere al mondo il piccolo Trentino grazie alla loro capacità e determinazione.

Attilio Bettega, originario di Molveno, a poco più di vent’anni era già un nome nell’ambiente del rally italiano. Prima con l’A112 nel trofeo dedicato, poi a livello assoluto con le Fiat Ritmo e 131 Abarth si era imposto come uno dei giovani più promettenti, tanto da meritarsi il salto nel campionato mondiale rally e la chiamata dalla Squadra Corse della Lancia, che in quegli anni dominava la scena internazionale. Conquistò sei podi mondiali, con la “chicca” della vittoria della speciale del Col del Turini ed il 6° posto assoluto al Rally Montecarlo 1980.

Mariano Scartezzini è nato a Trento a fine ‘54 e ha iniziato a correre da ragazzino nei campetti dell’oratorio di Santa Maria. Le leve lunghe spinsero i tecnici della sua prima squadra, la Virtus, ad indirizzarlo verso le siepi. Non ci mise molto ad imporsi come uno dei miglior specialisti italiani, e non solo. Tanto da finire nel mirino delle Fiamme Gialle che lo reclutarono per il loro squadrone. Nel suo palmares due vittorie in Coppa Europa (1979 e 1981) con la maglia azzurra, il record italiano sui 3000 siepi mantenuto per sette anni, una vittoria ai giochi del Mediterraneo, due ori e un argento ai campionati italiani.
Due campioni veri, Attilio e Mariano epperò anche molto sfortunati. Soprattutto il primo, che in assolato giorno di luglio del 1985, alla guida della sua Lancia 037 perse la vita durante il Rally di Corsica, terra che per altro lui amava. Una carriera che, senza quel tragico incidente, gli avrebbe certamente regalato altre soddisfazioni e magari anche una vittoria in Coppa del Mondo.

Ma anche Scartezzini può vantare un bel credito con la fortuna, visto lo stop forzato poche settimane prima delle Olimpiadi di Mosca del 1980, il suo anni di grazia. A fermarlo non fu un infortunio, ma la politica. Lui, come tutti gli atleti dei gruppi sportivi militari (tra cui il nuotatore Marcello Guarducci) subirono la decisione dello Stato italiano che - in qualità di membro della Nato - decise di boicottare i Giochi sovietici per protestare contro l’invasione dell’Afghanistan da parte dell’Urss.
Bello e significativo che, oltre una trentina di anni dopo la fine delle loro carriere, il lockdown ci abbia fatto rivivere la storia  due campioni, dimenticati dalle cronache, ma non certo dal cuore degli sportivi trentini.


- Nella sfida dei quarti chiusa stamattina il pilota di automobilismo Christian Merli ha battuto il protagonista della mountain bike e dell'orientamento Luca Dallavalle con 822 voti contro 570.

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