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Mvt - Il campione trentino di tutti i tempi

Quarti di finale: Trentin vs Magnini

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Il nostro sondaggio #Mvt, per scegliere il campione trentino di sempre, si avvia ormai verso le sfide più "calde": oggi cominciano i quarti di finale. Il primo duello vedrà di fronte il ciclista Matteo Trentin e Davide Magnini, protagonista nello scialpinismo e nello skyrunning.

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Entrambi sono due campioni. Entrambi primeggiano in sport che in Trentino sono molto popolari: il ciclismo e lo sci alpinismo.

Stiamo parlando di Matteo Trentin, campione europeo e vicecampione del mondo nell’ultima edizione disputata, e di Davide Magnini che, nonostante la giovane età, ha già ottenuto grandi soddisfazioni sportive. E non solo sportive, visto che è riuscito ad arrivare ai quarti di finale del nostro concorso che eleggerà il campione trentino più forte di tutti i tempi. Il solandro di Vermiglio, infatti, classe 1997, è riuscito a superare la concorrenza della trialista Sara Trentini, dello sciatore Davide Simoncelli e, negli ottavi di finale, ha immagazzinato ben 733 voti he gli hanno consentito di battere niente meno che Lorenzo Bernardi, il pallavolista che nel 2001 è stato nominato Mister Secolo da una specializzata giuria internazionale. Magnini, abituato alle impervie cime delle Alpi, si è arrampicato su ogni difficoltà ed ha coagulato attorno alla sua figura un numero veramente impressionante di consensi arrivando a giocarsi così la semifinale con un altro campione di tenacia e di popolarità come Trentin.

In queste sfide entrano in ballo molti fattori. Oltre allo sport praticato ed il numero dei tesserati disposti a votare per il proprio campione, torna a fare capolino anche il buon vecchio campanile e dunque l’appartenenza territoriale. E se Magnini potrà contare sulla mobilitazione della ‘sua’ Val di Sole, Trentin avrà a fianco la Valsugana in un testa a testa tra le due ali della farfalla trentina: quella orientale, proiettata verso le cime dell’Adamello - habitat naturale di uno sci alpinista - e quella occidentale che guarda al Veneto.

Si misurano anche due modi molto diversi di essere arrivati allo sport. Per Magnini una strada naturale, con il padre che lo portava a far scalate già da quando era un ragazzino e che a 12 anni lo ha accompagnato in cordata ad affrontare la Presanella. L’entusiasmo e l’amore per la montagna sono le molle che lo spingono.

Per Trentin, invece, l’avvicinamento al ciclismo è stato quasi casuale. All’inizio rappresentava un semplice divertimento come altri sport: il calcio, il volley, il basket. Solo attorno ai 15 anni, ha capito che la bicicletta per lui rappresentava qualche cosa di più di un passatempo. E da allora non ha più mollato, conquistando tre tappe al Tour de France, una al Giro d’Italia, quattro alla Vuelta, oltre la medaglia d’oro agli europei di Glasgow, nel 2018. Determinazione, lucidità e cattiveria agonistica sono le sue principali doti.

Entrambi dunque sono figli della loro terra, specialisti di discipline molto amate ed entrambi coltivano il sogno della medaglia olimpica. Magnini, dopo aver vinto la Coppa del Mondo a Berchtesgaden, spera ardentemente che la sua disciplina sia inserita nel novero di quelle olimpiche e, nel 2026, in Italia, conquistare l’oro. Trentin all’Olimpiade lega un ricordo negativo: la sua più grande delusione sportiva. A Londra, infatti, il Ct Paolo Bettini lo escluse all’ultimo momento dalla formazione titolare. Se tutto va bene potrà prendersi la propria rivincita l’estate prossima a Tokyo. Così come quella al mondiale, dopo il secondo posto del 2019.
Sarà così, quella tra Trentin e Magnini, una sfida che ne racchiude tante altre e che comunque mette di fronte due atleti che hanno fatto breccia nel cuore di molti sportivi. Oggi i tifosi potranno dimostrare l’affetto che provano per i propri beniamini. 


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