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Mvt - Il campione trentino di tutti i tempi
Ottavi: Trentin vs Bridi
Votate il vostro atleta del cuore

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Il nostro sondaggio #Mvt, per scegliere il campione trentino di sempre, è approdato agli ottavi di finale. Sedici grandi atleti sono rimasti in gara, e la prima nuova sfida vede il confronto tra il forte ciclista di Borgo Matteo Trentin e la nuotatrice di gran fondo Arianna Bridi. 

I due campioni sono raccontati rispettivamente dalla compagna Monica Morandini e dall'allenatore Fabrizio Antonelli.

 


 

MATTEO TRENTIN VISTO DALLA MOGLIE

Ex sciatrice con gare in Coppa del Mondo alle spalle e conduttrice di programmi sportivi, Claudia Morandini conosce bene la vita da atleta. Non è probabilmente un caso se, da quando fa coppia con Matteo Trentin, il ciclista di Borgo si è affermato a livello dei top mondiali.
Claudia, la prima cosa che l’ha colpita dell’uomo e del campione?
«Di Matteo fin da subito mi ha colpito la sua autenticità e il fatto che è una persona estremamente positiva e solare. Anche nei momenti più difficili riesce ad essere lui di supporto a noi, e lo fa in maniera brillante. Per quanto riguarda l’atleta, da quando giovanissimo si affacciò al professionismo l’ho visto crescere e maturare: ora è solido e ha la giusta attenzione nell’affrontare le corse e nel gestire la sua carriera. Rispetto all’inizio, è un atleta estremamente lucido ed intelligente: è una grande soddisfazione vederlo oggi determinato e sicuro».
Dal suo punto di vista qual è stato il momento più bello in carriera?
«Per fortuna ce ne sono stati tanti, e spesso sono avvenuti dopo momenti bui. Penso, per esempio, alla vittoria al campionato europeo dopo l’infortunio alla Roubaix. Per esserci a quella gara, Matteo ha fatto un lavoro durissimo, una prova di forza importante dopo le traversie dei mesi precedenti: il successo è stato la conferma che sarebbe tornato più forte di prima. Devo dire, però, che un momento di crescita è stato anche il Mondiale dell’anno scorso (perso in volata contro il danese Pedersen, ndr). Credo che dopo quel giorno c’è un altro Matteo, ancora più lucido».
Com’è vivere in casa con uno sportivo professionista?
«Il mondo dello sport e la vita “zingara” li conoscevo già da prima. Per me è normale che parta e che per parecchio tempo stia lontano da casa: non mi pesa. È un aspetto della nostra vita che ho insegnato anche ai bambini. Di contro, però, quando Matteo è a casa è davvero molto presente: porta i bambini a scuola e all’asilo, gioca con loro, c’è sempre. Da questo punto di vista il lockdown è stato pura gioia per noi»

I bambini sono coinvolti nella vita del corridore?
«In realtà li lasciamo molto liberi e in casa non parliamo molto spesso di ciclismo. Giovanni, che ha 5 anni, segue molto il papà in tv, anche se quando c’è la Formula 1 cambia canale, e per gioco cerca di imitarlo. Anzi, ogni tanto dice di esser Van der Poel e vuole fare le volate contro Trentin».
Lei che lo conosce meglio di tutti, quali sono gli obiettivi sportivi di Matteo Trentin da qui fino a fine carriera?
«Sicuramente la maglia verde al Tour e qualche grande classica. Penso che abbia raggiunto un giusto livello di maturazione per affrontare gare del genere con la convinzione di poterle vincere. Di sicuro, inoltre, ci vorrà riprovare anche al Mondiale».
Perché votare Matteo Trentin?
«Perché è un atleta autentico, un campione che si è costruito negli anni a forza di batoste, che ha imparato le lezioni, ma che è rimasto un uomo semplice, gentile e vero con tutti. Non solo nello sport, ma anche nella vita di tutti i giorni». D.B.


ARIANNA BRIDI VISTA DAL TECNICO 

Fabrizio Antonelli, tecnico federale della nazionale di nuoto di fondo, allena Arianna Bridi ed è stato l’artefice dei suoi successi a livello internazionale. Inoltre da qualche mese si è aggiunto al gruppo di allenamento anche Gregorio Paltrineri.
Partiamo dalla medaglia più bella, l’oro europeo della 25 km del 2018. Come ha fatto a funzionare bene quella gara in cui la distanza non è la preferita di Arianna?
«Per le sue caratteristiche abbiamo sempre creduto in questa gara, anche se non l’abbiamo mai preparata nel dettaglio. Arianna, grazie alla sua nuotata efficiente, si è ben adattata alla distanza e quindi abbiamo iniziato a riporci speranza. In quell’Europeo la 25 km è stata la gara del riscatto, poiché sotto l’aspetto psicologico ho cercato di tirare fuori la combattente che è in lei. È stata la conclusione da campionessa in un evento iniziato male per il meteo».
La mancata qualificazione olimpica per Tokyo: cos’è andato storto nella 10 km di Gwangju 2019?
«La preparazione è andata alla grande, addirittura l’ultimo allenamento di test è stato visto da tutti in vasca di riscaldamento e dopo la gara deludente di Arianna gli allenatori delle altre nazionali mi dicevano che la davano vincitrice per distacco. Purtroppo l’altissima posta in palio e un contesto molto competitivo ha fatto pagare a caro prezzo la gestione tattica, oltretutto non favorita dal percorso stretto di soli 1600 metri al giro».
Nelle passate interviste Arianna ci ha confidato che prima del bronzo sulla 10 km a Budapest 2017 era stata poco bene, come siete riusciti a gestire la situazione?
«Ho dovuto cercare di far leva sulle cose positive che restavano, da allenatore ho mentito su quello che vedevo sulla sua faccia. La mattina della gara ho chiesto ad Arianna come fosse andata la notte, dopo la sua risposta le ho nascosto la mia preoccupazione e l’ho mandata in acqua serenamente pensando che sarebbe stato divertente dimostrare che fosse più forte delle avversità».
Ci racconti del rapporto tra Arianna e la sua muta.
«È stato odio a prima vista, nel primo allenamento in cui l’ha indossata faceva fatica a nuotare. All’inizio sentiva che la poteva svantaggiare però in gara avrebbe dovuto indossarla lo stesso. Ha provato la stessa taglia, ma nel modello da uomo non trovandosi ancora bene. Poi ha indossato una muta di una taglia più grande e non era ancora convinta, solo l’oro nella 25 km le ha dato la certezza che fosse la scelta giusta».
Cosa deve fare un giovane fondista per provare a diventare come Arianna?
«Seguitene il suo esempio, devo ringraziare il collega Luca Moser per l’impostazione di tecnica che le ha dato. Quindi il mio consiglio è attenzione a tecnica ed efficienza della nuotata, tralasciando il risultato della medaglia immediata. Fate come Arianna, non abbattetevi e investite su voi stessi sono due doti che da atleti evoluti faranno la differenza».


LA SITUAZIONE NEI TABELLONI

Nella sfida di ieri, il rallysta Attilio Bettega con 621 voti (59,4%) ha battuto il mito dello sci da fondo trentino Franco Nones (424 voti, 40,6%). 

 

Tabellone parte sinistra

Tabellone parte destra

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